Esperti smascherano il DSM (Parte 2)

Esperti smascherano il DSM (Parte 2)

Thomas Szasz, Dottore in Medicina, Professore Emerito di Psichiatria scrive: "La validità apparente del DSM è potenziata dal fatto che la psichiatria sostiene che le malattie mentali sono malattie del cervello—un'affermazione che si pretende essere comprovata da recenti scoperte radiologiche e farmaceutiche. Ciò non è vero. Non esistono analisi del sangue o altre analisi biologiche che permettono di accertare la presenza di una malattia mentale. Se tali analisi fossero sviluppate, la condizione cesserebbe di essere una malattia mentale e sarebbe, invece, classificata come un sintomo di una malattia fisica."

Dott. Sydney Walker III, Psichiatra, Neurologo: "[Il DSM] ha indotto a somministrare inutilmente psicofarmaci a milioni di bambini americani che sarebbe stato possibile diagnosticare e curare senza usare medicine tossiche e potenzialmente letali."

"L'approccio non-scientifico usato per produrre il DSM conduce a continui ed irrazionali cambiamenti di criteri per la diagnosi: un paziente può risultare perfettamente normale secondo una versione del  DSM e mentalmente malato secondo i criteri della versione successiva. (Per esempio, ‘disturbo della personalità narcisista'—utilizzato per descrivere persone vanitose, egocentriche, che sovente approfittano degli altri—era un ‘disturbo' del DSM fino al 1968. È stato eliminato dalla versione del 1968 fino al 1980 quando è poi stato reintrodotto. Dunque, una persona vanitosa ed egocentrica era ‘mentalmente malata' prima del 1968, normale durante i dodici anni successivi, e di nuovo ‘mentalmente malata' dopo il 1980)".

Dott. Harold Pincus, Vice Presidente del gruppo di lavoro del DSM-IV, ammise: "Non c'è mai stato un criterio secondo il quale le diagnosi psichiatriche richiedono  un'eziologia biologica comprovata (causa)."

Paul R. McHugh, Professore di Psichiatria all'Università di Medicina ‘Johns Hopkins' e Primario di Psichiatria all'Ospedale Johns Hopkins di Baltimora:

"... In assenza di concezioni convalidanti, come i sei meccanismi della malattia in medicina interna, la psichiatria americana si è rivolta ad un "comitato di esperti" per definire un disturbo mentale. L'appartenenza a tali comitati dipende dalla propria reputazione in seno all'APA—ciò significa che ci si può tranquillamente aspettare che i prescelti  manifestino non soltanto un dato livello di competenza psichiatria ma anche, forse soprattutto, del talento per la diplomazia e auto-promozione."  

"Il nuovo approccio del DSM - usare esperti e criteri descrittivi nell'identificare malattie psichiatriche - ha incoraggiato un'industria produttiva. Se puoi descriverlo, gli puoi dare un nome; e se  gli puoi dare un nome, allora si può affermare che esiste come "entità" distinta per la quale, possibilmente, definire un trattamento specifico. Le proposte di nuovi disturbi psichiatrici si sono moltiplicate cosi febbrilmente che lo stesso DSM è cresciuto dalle 119 pagine nel 1968 fino a diventare un manuale di 886 pagine nell'ultima edizione; una nuova ed allargata edizione, DSM-V, è già in fase di pianificazione. Sono inserite in queste centinaia di pagine alcune categorie... che sono dubbiose, nel senso che sono più simili al normale comportamento di persone sensibili che a "entità" psichiatriche; ed altre (categorie) sono pure invenzioni dei loro propugnatori."

Paul Genova, Dottore in Medicina, scrivendo su Psychiatric Times disse: "il sistema diagnostico del DSM non è di nessuna utilità da circa due decenni. Dovrebbe essere abbandonato, non riveduto."

Lo psichiatra Matthew Dumont: "L'umiltà e l'arroganza della prosa sono quasi indiscernibili, scorrazzano come cuccioli giocosi. Dicono: ‘...mentre questo manuale fornisce una classificazione di disturbi mentali... non c'è una definizione che ne definisca adeguatamente i confini...' [APA, 1987]... e prosegue dicendo: ‘...non si pretende che ogni disturbo mentale sia un'entità distinta, delimitata rispetto ad altri disturbi o rispetto all'assenza di disturbo mentale' [APA, 1987]."

Lo psicologo Renee Garfinkel, membro dell'Associazione Psicologica Americana, a proposito del gruppo di lavoro sul  DSM-III-R dice: "Il basso livello dello sforzo intellettuale era scioccante. Le diagnosi erano fatte sulla base di un voto maggioritario, come se si dovesse scegliere un ristorante: ti va un messicano, mi va un cinese, allora andiamo in una  tavola calda. E viene inserito nel computer."

David Healy, psichiatra, Direttore del Dipartimento di Medicina Psicologica del Galles del Nord e autore di The Anti-Depressant Era: "Deve esserci uno sforzo, o un procedimento dialettico, per determinare il significato dei sintomi fisici e determinare dov'é il confine tra buona salute e malattia."

J. Allan Hobson e Jonathan A. Leonard, autori di Out of Its Mind, Psychiatry in Crisis e A Call For Reform: "...Lo status autorevole del DSM-IV, e il fatto che sia dettagliato, tende a promuovere l'idea che le diagnosi robotiche e lo spaccio di pillole siano accettabili."

Lo psichiatra Al Parides: "il DSM è un capolavoro di manipolazione politica. Ciò che hanno fatto è medicalizzare molti problemi che non hanno cause biologiche dimostrate ".

Elliot S. Valenstein, Bio-psicologo, autore di Blaming the Brain: "il DSM-IV non è un documento appassionante. E' puramente descrittivo e non offre analisi scientifiche nuove né teorie su ciò che causa i molti disturbi che elenca".

Lawrence Diller, Dottore in Medicina, autore di Running on Ritalin: "…La ricerca di un indicatore biologico è condannata sin dall'inizio a causa delle contraddizioni ed ambiguità del concetto diagnostico dell'ADHD come definito dal  DSM…assimilo gli sforzi per scoprire un tale indicatore… alla ricerca del Sacro Graal".