Sono un'insegnante di sostegno di una scuola media e vorrei rilasciare la mia testimonianza in merito alla somministrazione di psicofarmaci a bambini e ragazzi.
Sono un'insegnante di sostegno di una scuola media e vorrei rilasciare la mia testimonianza in merito alla somministrazione di psicofarmaci a bambini e ragazzi.
Come può una ragazza immaginare che, a causa di una semplice sofferenza emotiva, in pochi mesi si possa trovare a lottare per la propria libertà contro coloro che dovrebbero invece aiutarla. Come si può pensare che, in richiesta di aiuto, si possa ricevere un trattamento degno del più pericoloso dei serial killer. Eppure è ciò che è successo:
Sono una ragazza di 33 anni ed abito in Versilia. Nell'ottobre 2005 ho subito un T.S.O.
Anche Daria ha sei anni, ma diversamente da me li ha compiuti nell'anno 2000. Daria F. ha una mamma bellissima, capelli e occhi neri, il viso sempre abbronzato, e quelle mani morbide che la sanno carezzare con così tanta dolcezza, al punto che certe volte si sente tanto in colpa perché proprio non le riesce di rispondere a tutte le domande che le vengono poste, e non ha ancora imparato bene a sorridere, sarà anche per la tristezza di vederli sempre cupi lei e papà, non si vive bene nell'anno 2000 senza avere
Tutto iniziò verso la fine della scuola materna, quando le maestre di Jessica mi fecero la prima segnalazione; volevano fare una visita alla piccola. Il motivo era di verificare se la bambina era pronta per le elementari. Non mi diedero una specifica spiegazione del perché fosse necessaria questa visita. Nonostante il mio scetticismo, accettai.
Uno dei miei figli, Marco, aveva un problema alla lingua, il filetto legato. I medici a cui ci rivolgemmo ci dissero di dargli dei farmaci, degli psicofarmaci. Noi rifiutammo, eravamo contrari a quel tipo di cura. Dato che si trattava della salute di un bambino, di nostro figlio, avevamo deciso di non rischiare con quel tipo di sostanze, volevamo cercare un'altra soluzione.
Purtroppo sottovalutammo il potere e la malvagità di alcune persone. Dopo pochi giorni successe un qualcosa di assolutamente inaspettato e spaventoso.