Come può una ragazza immaginare che, a causa di una semplice sofferenza emotiva, in pochi mesi si possa trovare a lottare per la propria libertà contro coloro che dovrebbero invece aiutarla. Come si può pensare che, in richiesta di aiuto, si possa ricevere un trattamento degno del più pericoloso dei serial killer. Eppure è ciò che è successo.
A causa di eventi stressanti stavo passando un periodo non felice della mia vita, ero spesso ansiosa e così decisi di chiedere un aiuto al dott. G. A.. Era la primavera del 2005.
ll suo aiuto fu una prescrizione di psicofarmaci. Due compresse (75mg) di ANAFRANIL al giorno, insieme al LEXOTAN, trenta gocce per più volte nella giornata.
Presto le trenta gocce diventarono sessanta, dato che la prima dose non dava risultati. Il dottore mi aveva detto di prendere quella roba, e io mi fidavo.
Il 10 ottobre del 2005, in seguito ad una semplice discussione avuta con me, mia madre decise di chiamare il medico che mi stava seguendo: mi aveva visto prendere quella dose di LEXOTAN, che a lei sembrava eccessiva, e questa cosa la metteva in ansia.
Lui negò di avermi prescritto quella dose di psicofarmaci e rifiutò anche la proposta di un appuntamento a mia madre, che voleva farmi togliere il farmaco. Disse che avrebbe chiamato lui il 118, in modo da farmi prescrivere un altro farmaco dal medico dell'ambulanza.
Dopo pochi minuti arrivarono due ambulanze a casa nostra. Entrò in casa una dottoressa che stava parlando al telefono con il mio dottore.
Spinse letteralmente fuori dalla porta mia madre e la nonna. Era aggressiva e si comportava con totale naturalezza, parlando al telefono, come se fosse tutto normale. Una normale routine.
Non capivo cosa stesse succedendo. Ero sola con la dottoressa ed avevo molta paura. Chiamai mia madre per farmi dare il cellulare così che potessi chiamare il mio fidanzato, volevo aiuto.
La dottoressa, appena vista mia madre, le urlò <<fuori di qui!>>. Mia madre allora la buttò fuori di casa. Speravamo che le ambulanze se ne andassero e che tutto potesse finire. Purtroppo non fu così, non avevano la minima intenzione di allontanarsi.
Dopo pochi minuti mia madre andò dalla dottoressa, invitandola ad andarsene. Lei disse invece che sarebbe rimasta lì. Mia madre chiamò subito i carabinieri. Ero confortata, all'arrivo dei carabinieri ero sicura che tutto si sarebbe risolto, io stavo bene, era assurda la presenza dell'ambulanza.
Arrivò il maresciallo che, una volte spiegatogli l'accaduto, ci propose di far venire il medico di famiglia per fare un'iniezione, così da farmi riposare ed io accettai.
Arrivò il medico e mi fece l'iniezione mentre il Maresciallo faceva andare via le ambulanze. Mi sentii sollevata.
Passarono quindici minuti e, come un incubo infinito, le ambulanze si ripresentarono di fronte a casa mia. Avevano in mano un'ordinanza di ASO (Accertamento Sanitario Obbligatorio) firmata dal sindaco.
Ecco che il terrore tornò ad invadermi, avevo una tremenda paura, non sapevo cosa volevano farmi, dove mi volevano portare, e sopratutto perché!
Mi chiusi in casa con mia madre per difenderci da questa assurdità e da quelle persone senza cuore ne ragione. Purtroppo loro forzarono il cancello, entrarono in casa e, dopo averla picchiata, legarono mia madre.
Si rivolsero a me con tono intimidatorio, dicendomi: <<O vieni con noi, o ti portiamo via con la forza!>>.
Ma come è possibile tutto ciò, perché tutto questo, chi erano, dei criminali travestiti da medici?
Davanti a tale violenza non potei che subire e obbedire ai loro ordini.
Salita sull'ambulanza la dottoressa mi somministrò una fiala di Largactil. Mi portarono all'ospedale.
All'arrivo mi misero in una stanza e mi lasciarono li senza dirmi niente. Piangevo, ero impaurita, non capivo perché mi avevano portata lì con così tanta violenza. Non avevo fatto niente. Ero terrorizzata e non avevo idea per quanto tempo sarei dovuta stare lì. Decisero di sottopormi al T.S.O. (Trattamento Sanitario Obbligatorio) invece che A.S.O.. "Agitazione psicomotoria" fu la motivazione. Un' agitazione psicomotoria è il minimo che si possa avere dopo essere stato portato via da casa in quel modo!!!
Mi risvegliai legata ad un letto, ero stata immobilizzata con delle cinghie. Mi fecero iniezioni e mi costrinsero ad ingerire neurolettici (Risperdal, Largactil, Stilnox, Valium, Tavor). Passai in psichiatria tre lunghissimi giorni a sbavare per i troppi farmaci presi. Nessuno mi visitò o passò di lì per accertarsi delle mie condizioni. Nessuno. Ero totalmente sola.
Al terzo giorno passò vicino al mio letto il Primario del reparto, accompagnato da altri psichiatri. Non mi visitarono e ne mi parlarono. Il Primario disse agli altri colleghi: "No, no, questa ragazza non ha niente, ha solo litigato con la madre".
Eppure la mattina seguente mi dimisero con una "cura" a base di Risperdal (7mg ½l giorno), un neurolettico. Venne il Primario a dirmi che "dovevo assolutamente" seguire quella prescrizione. Ma come è possibile... la sera prima dice che non ho niente e la mattina seguente insiste che devo prendere un farmaco per gli stati psicotici!!!
Litigare con la madre è una grave malattia mentale?
Io ignoravo cosa fossero quei farmaci e gli effetti collaterali che potevano provocare: mi erano stati forniti da loro al momento della dimissione, ed avevano tolto dalle confezioni il bugiardino. Così assunsi quei farmaci per un mese senza sapere cosa potevano causarmi.
Mi sentivo come morta, vedevo tutto nero, non potevo concentrarmi, non potevo pensare a nulla, ero inibita, incapace di reagire ai pensieri negativi, non avevo più interesse per nulla, uno stato di sofferenza continua. Un'infelicità enorme, piangevo sempre, tutto il giorno, non ero più lucida, non mi alzavo dal letto, non c'era niente che mi faceva uscire da questa disperazione, corpo contratto, le gambe contratte, svenivo spesso, ero incapace di tenere lo sguardo davanti, guardavo sempre per terra, avevo incontinenza, sbavavo, parlando e mi usciva continuamente la saliva, avevo una forte agitazione interna, non ero mai in pace... una tristezza infinita, ero arrabbiata di essere stata portata via in quel modo. Un incubo.
Dimagrii molto, mangiavo pochissimo, mi stancavo facilmente, avevo dei tic.
Ancora oggi, a distanza di quasi due anni, presento ancora movimenti involontari al volto, accompagnati da scariche elettriche.
Come è possibile che cose come quello che ho subito io possano succedere senza che nessuno faccia niente?
Quel giorno, il 10 ottobre 2005, subii una violenza fisica e mentale, una violenza inaudita, un vero e proprio rapimento. Delle scene indelebili che mai potrò scordare.
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Uscita dall'ospedale, dopo molte ricerche ho deciso che volevo smettere gli psicofarmaci e ho trovato un medico che mi ha fatto uno schema per scalarli.
Smettere i farmaci è stato come un salto nel buio, perché avevo paura di averne bisogno. Comunque a quel punto la mia convinzione era che se tanto dovevo stare male, potevo farlo benissimo anche senza psicofarmaci e senza psichiatria. Invece con il passare dei mesi sono stata progressivamente sempre meglio. Non sono più triste ne disperata ne spaventata ne ansiosa e non penso più che la mia vita sia finita.
Psicologicamente sto bene. Soprattutto non sono più drogata dai farmaci, ho recuperato la mia lucidità così come la mia capacità di interpretare correttamente gli eventi e il mio autocontrollo. Ho ricominciato a vivere e a coltivare i miei interessi e adesso ho tantissimi amici che mi stimano e che, conoscendomi bene, non riescono a comprendere come sia potuta accadere a me questa cosa così assurda.
Comunque a distanza di 2 anni dal T.S.O. continuo a soffrire di movimenti involontari del volto, e talvolta anche degli arti, che sono stati causati dai neurolettici.
Spesso, a causa di questi spasmi, mi mordo l'interno della bocca durante la masticazione, procurandomi ferite. Inoltre rischio spesso di soffocare, poiché cibi e pasticche mi vanno per traverso, a causa della riduzione della capacità di controllare i miei movimenti volontari. I medici che mi hanno visitato per questi disturbi mi hanno detto che molto probabilmente oramai non passeranno più. Discinesia Tardiva e Distonia Tardiva, così le chiamano: e sono proprio Effetti Collaterali Irreversibili dei neurolettici.
Non esistono neanche cure specifiche per ridurre questi movimenti che sono molto fastidiosi, insistenti e accompagnati da dolore tipo nevralgia. Questi spasmi rendono tutte le mie ore di veglia senza pace, senza riposo.
Danneggiano la mia immagine così mi è molto più difficile trovare un lavoro, io ho lavorato in un negozio e quindi ho esperienza come commessa.
Molte persone a cui mi sono proposta per ottenere lavoro, vedendo le smorfie sul mio volto, mi hanno trattato con eccessiva gentilezza, una gentilezza compassionevole, dopo di che non mi hanno richiamato.
Magari molte persone con cui vengo a contatto mi potrebbero giudicare "malata psichica" a causa di queste smorfie, non sapendo in realtà che sono stati i farmaci a provocarli. E poi anche qualora lo sapessero penserebbero che siccome ho preso i farmaci probabilmente ne avevo bisogno.
COMUNQUE NON SONO IO CHE MI DEVO VERGOGNARE PER QUESTA FACCIA DA MANICOMIO!
Ciò influenza negativamente la mia vita sociale e lavorativa, presente e futura, nonché la qualità della mia vita.
La meditazione, che io praticavo da moltissimi anni, e che era un elemento di arricchimento nella mia vita, non potrò più praticarla a causa di questi spasmi. Così come non potrò più coltivare un'altra delle mie passioni, lo snorkeling, non potendo sopportare la maschera sul volto a causa dei movimenti involontari, ed avendo perso, dopo il T.S.O. la capacità di nuotare.
LA MIA VITA E’ COMPLETAMENTE CAMBIATA, CAMBIATA PER SEMPRE. HO UN DANNO PERMANENTE, PERCHE'? PERCHE' MI HANNO "CURATO" CONTRO LA MIA VOLONTA'!!!
Anche per cercare di capire cos'era questo disturbo ho dovuto subire moltissime umiliazioni da parte di medici. Mi sono rivolta a diversi neurologi e ne ho dovuti girare parecchi prima di trovarne uno disposto a fare gli accertamenti. Uno di loro, dopo cinque minuti, sulla base del fatto che avevo preso per un periodo antidepressivi e per un'altro i neurolettici, mi chiese se avevo il disturbo bipolare!
Un altro mi fece la diagnosi dopo 5 minuti solo basandosi sui farmaci che avevo preso e senza considerare che il TSO era stato un errore. Mi disse che se me lo avevano fatto, sicuramente avevano ragione. Io gli ho detto: "Ma che cosa ne sa? e poi non sono qui per questo." e lui mi ha minacciata:"Io sono sicuro che lei è matta e che di TSO gliene faranno ancora tanti nella vita, anzi se non se ne va glielo faccio fare io".
La psichiatria ti toglie la dignità. Ti possono fare veramente di tutto perché sanno che non puoi difenderti. Tutto quello che dici o che fai non ha più alcun valore, anzi tutto viene strumentalizzato per essere usato contro di te, come ulteriore prova della tua "malattia mentale". I trattamenti ti possono venire imposti con la forza e tu non li puoi discutere ne rifiutare, perché questo è considerato rifiuto della terapia e ulteriore segno di "malattia mentale".
Non puoi dire che un determinato farmaco ti fa male perché sei considerato "malato mentale" e quindi non in grado di capire di cosa hai bisogno (come se potessero sapere meglio di te come ti senti!).
Se poi dici che non sei malato di mente ma che stai male per la situazione contingente allora sei ancora più grave perché non ti rendi conto della tua "malattia". La tua vita non ti appartiene più e se subisci delle violenze queste non sono poi così facili da dimostrare, perché sei screditato, perché sei considerato il "matto" che va a raccontare di aver subito un ingiustizia da parte del suo psichiatra, il quale è considerato autorevole, attendibile e di indubbia moralità. Il tuo "delirio di persecuzione" sarà un ulteriore prova della gravità della tua "malattia", un altra scusa per sottoporti a trattamenti ancora più intensi.
E' facile nella vita entrare in questo meccanismo anche per cose banali e rimanere coinvolti in un susseguirsi di circostanze da cui si potrebbe anche non uscire mai più, anzi da cui spesso non si esce mai più.
Quando dobbiamo superare momenti difficili della vita, la società, le persone che ci stanno vicine, le opinioni autorevoli ci insegnano che si può ricorrere all’aiuto di uno psichiatra e degli psicofarmaci, per superare il periodo. Ci viene insegnato che le emozioni negative sono malattie, non normali risposte dell’essere vivente agli eventi esterni.
L'abuso psichiatrico è una violenza che investe il soggetto in tutti i piani dell’essere: fisico, mentale, sociale,emotivo, etc.. Penso che sia una dellle esperienze peggiori che si possono fare vita. E' una totale privazione del diritto di gestire la propria vita. E' peggio del carcere, innanzitutto perché non è così facile finire in carcere come lo è finire in psichiatria, inoltre nel carcere puoi parlare per difenderti, in psichiatria no.
Loro vogliono chiamarsi medici dell'anima, ma sono poliziotti della mente.
IL LORO FINE NON E' IL BENESSERE DEL PAZIENTE MA IL CONTROLLO E LA REPRESSIONE DELLE MANIFESTAZIONI ESTERNE DELLE SUE SOFFERENZE.
GLI PSICHIATRI PRESCRIVONO TRATTAMENTI CHE DISTRUGGONO FISICAMENTE I PROPRI PAZIENTI E LO FANNO CONSAPEVOLMENTE!!!
LORO SONO SANI DI MENTE?
E.C.


