Un altro studio fasullo sull’elettroshock

Pubblicato Sab. 07/04/2012 - 22:18
elettroshock

Il nuovo studio che mostra l'efficacia del trattamento elettroconvulsivo (elettroshock) è al 100% falso

L’elettroshock (eufemisticamente ribattezzato «trattamento elettroconvulsivo) rilascia fino a 460 volt di energia elettrica attraverso il cervello.

Un nuovo studio scozzese che acclama le meraviglie del trattamento elettroconvulsivo ha fornito un'altra teoria zoppa su come questa terapia violenta potrebbe "funzionare".
E mentre la stampa sembra contenta di ribadire in modo robotico questo studio fasullo, vorremmo sottolineare i fatti reali.

Il professor Ian Reid dell'Università di Aberdeen e colleghi sostengono che il TEC (trattamento elettro-convulsivo) funziona "abbassando" una connessione iperattiva tra aree del cervello che causano depressione. Per quanto incredibile, gli autori sostengono che la scossa elettrica possa ripristinare il naturale equilibrio chimico del cervello. Questa logica è così stupida che non sappiamo da dove iniziare. Innanzitutto consideriamo il fatto che non c'è nessuna prova che l’angoscia mentale sia dovuta a uno " squilibrio chimico" e che non c’è alcun metodo per misurare la chimica del cervello. Questa teoria è un'invenzione dell'industria psichiatrica/farmaceutica, e non è mai stata dimostrata. Infatti, "leader" psichiatri sulla National Public Radio hanno recentemente ammesso che la teoria dello "squilibrio chimico nel cervello" è una frode e che le aziende farmaceutiche e gli psichiatri l’hanno inventata per vendere il Prozac [1]. Un altro studio ha rivelato che per 13 anni i media hanno riportato di "scoperte" degli psichiatri sulle cause genetiche/neurologiche dei problemi mentali, nessuna delle quali è stata successivamente dimostrata [2].

Le scoperte di Aberdeen sono ben più della solita campagna pubblicitaria a martello: una teoria "emergente", un "potenziale" indicatore biologico, un “potenziale” bersaglio terapeutico trovato nel cervello.

E tutti dicono: "È forte la tentazione di speculare che il TEC potrebbe agire per riequilibrare "attività specifiche del cervello", ma i dati presenti qui non possono confermare o confutare questa nozione [3]. Ma diamo un'occhiata più da vicino a ciò che non viene riportato nei media:

  • La dimensione del campione di studio - 9 persone - è così piccolo che è inutile. Lo studio ammette: "la dimensione del campione è piccola"
  • I pazienti dovevano aver avuto una storia fallimentare nel "rispondere a farmaci psicotropi" e ancora erano tenuti sotto farmaci durante lo studio. Quattro pazienti stavano prendendo farmaci antipsicotici, che sono noti per causare restringimento cerebrale.
  • I ricercatori ammettono: "gli effetti del farmaco non possono essere esclusi". In altre parole, qualsiasi cosiddetto cambiamento visibile visto attraverso una risonanza magnetica potrebbe essere farmaco-indotta
  • Dal momento che la "depressione" non può essere vista attraverso o diagnosticata da qualsiasi scanner cerebrale o risonanza magnetica, non c'è niente che possa mostrare a cosa le risonanze usate nello studio stavano reagendo.
  • Il dispositivo elettro-convulsivo usato era un Thymatron, costruito dalla società statunitense Somatics [4]. L'azienda è attualmente coinvolta in polemiche perché in oltre 30 anni, non ha mai presentato una "domanda preliminare al marketing" alla Food and Drug Administration (FDA), domanda che è richiesta per mostrare che il dispositivo è "sicuro ed efficace" prima che esso possa essere approvato per il suo uso. Una recente deposizione alla FDA mostra che il dispositivo causa danni al cervello dei pazienti.
  • I neurologi affermano che i danni causati dall’energia elettrica inviata attraverso il cervello durante il TEC sono equivalenti a quelli osservati nei traumi cranici. Il Dr. John Friedberg dice che il TEC provoca più perdita permanente di memoria rispetto a qualsiasi grave trauma cranico con coma [5].

Inoltre, i pazienti sottoposti a elettroshock testimoniano che esso è "un trattamento crudele e inusuale" in violazione dell'articolo 5 della dichiarazione universale dei diritti umani dell'ONU.
I racconti fatti dai pazienti sottoposti a TEC e che hanno testimoniato davanti a un’inchiesta del governo australiano parlano chiaro:

  • "Ho ricordi del trattamento convulsivo a cui sono stato sottoposto… era come avere qualcuno che provava a torcermi il cervello. ..Mi ricordo a un certo punto stavo urlando per la crudeltà che stavo ricevendo… "
  • "…sentivo come se tutti i fili del telegrafo fossero scesi sulla parte superiore della mia testa e sentivo un grande flash blu tutto intorno a me "
  • "La sensazione era di un dolore dalla cima della testa alla punta dei piedi…E' stato come se qualcuno ti colpisse con una mazza, bam! e tu esplodi. Faceva così male che ho pensato:  'Questi bastardi stanno cercando di uccidermi "

Le affermazioni di Reid sull’indicatore biologico per la depressione che può essere corretto da elettroshock è tanto scientifico e irresponsabile quanto un neurochirurgo che esegue un intervento di chirurgia su un cervello sano.

Lo studio è autocelebrativo e assolutamente di parte: come ha ammesso un editoriale del British Journal of Psychiatry, il TEC serve solo a stimolare la "Psichiatria biologica" e rafforza fortemente la convinzione nei trattamenti somatici (fisici) in psichiatria [6].

CCHR International — 20 marzo 2012

Nota: In Italia l’elettroshock sta venendo praticato in alcune cliniche private e in alcuni ospedali pubblici. Una società civile non dovrebbe permettere trattamenti brutali ma proibirli, oltre ad effettuare una completa indagine per scoprire i danni causati fino a questo momento.

[1] Jonathan Leo e Jeffrey Lacasse, "La gran confessione della psichiatria" MadinAmerica.com, 23 gennaio 2012
http://www.madinamerica.com/2012/01/psychiatrys-Grand-Confession/

[2] Sarah Colyer, " Media iper-ottimisti sulle scoperte sui geni in psichiatria"
Aggiornamento di psichiatria (pubblicazione degli editori de “Il medico australiano”) 6 ottobre 2011; http://www.psychiatryupdate.com.au/GetAttachment/b73012c5-11de-4af7-b56d-e82430aa995d/PDF.aspx

[3] http://www.pnas.org/content/early/2012/03/12/1117206109.full.pdf+html?sid=6b7f2f97-0645-46fe-b44c-a419df537dac

[4] http://www.pnas.org/content/early/2012/03/12/1117206109.full.pdf+html?sid=6b7f2f97-0645-46fe-b44c-a419df537dac

[5] http://www.ect.org/effects/headinjury.html

[6] JOHN READ e RICHARD BENTALL, "l'efficacia della terapia elettroconvulsiva: una revisione della letteratura," Epidemiologia e Psichiatria Sociale, 19, 4, 2010
 

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