Giovane ballerina: il tribunale ordina l’uso della forza

Pubblicato Mar. 10/11/2015 - 22:13
Giovane ballerina: il tribunale ordina l’uso della forza

A dispetto della Convenzione di New York il tribunale ha deciso di costringere la ragazza ad andare a Roma.

Basta a psichiatria e psicologia nelle aule di giustizia: sabato 21 novembre alle ore 11, in Piazza del Municipio a Ferrara

Ferrara . Il tribunale autorizza il servizio Socio Assistenziale […] ad eseguire coattivamente il presente decreto avvalendosi del personale specializzato della Questura di Roma, Servizio Minori. Questa la decisione della Presidente del Tribunale di Roma dott.ssa Franca Mangano riunita in sede collegiale con il dott. Vittorio Contento e la dott.ssa Monica Velletti.

Si è deciso quindi di ricorrere alla forza e di rifiutare la richiesta della ragazza di restare a vivere con la madre e di frequentare la scuola a Milano o eventualmente a Ferrara come richiesto dalla ragazza alla tutrice. Secondo il decreto l’allontanamento dalla famiglia e la collocazione a Roma è stato deciso in considerazione delle due CTU, in particolare dell’ultima, nella quale la “relazione tra madre e figlia è stata ritenuta disfunzionale”. Sempre in merito alla richiesta della ragazza, il tribunale non scrive esplicitamente che le sue parole non sono affidabili ma parla della “presenza di un legame madre figlia fonte di un potenziale rischio per la ragazza e frutto di condizionamenti materni” .

Ricordiamo che la minore ha chiesto di essere sentita direttamente dal giudice e che tale richiesta non è stata accolta. È inammissibile che la volontà di una minore venga ritenuta inaffidabile sulla base di valutazioni soggettive psicologiche/psichiatriche.

Nel recente convegno “Effetti del coinvolgimento strumentale dei figli nella separazione dei genitori” tenutosi a Trento il  9 ottobre 2015, un avvocato ha sostenuto che “spesso si sa in anticipo quale sarà la conclusione del CTU, certi professionisti danno sempre ragione a una parte e altri danno sempre ragione all’altra” , sollevando l’approvazione di molti degli avvocati e dei professionisti in sala. I relatori hanno ammesso che spesso questo succede, criticando la professionalità di certi consulenti, ma in realtà il problema risiede nella discrezionalità e “facile strumentalizzazione” di discipline come la psicologia e la psichiatria.

Nonostante la scarsa affidabilità delle perizie, i giudici sono purtroppo appiattiti su tali valutazioni. Queste discipline non dovrebbero essere ammesse nelle aule di giustizia per evitare i drammi e gli “errori” commessi sui minori che abbiamo riscontrato e continuiamo a riscontrare in questi anni. Nel caso di specie la ragazza, fino a poco tempo fa ballerina di livello internazionale e ottima studentessa, viene ora implicitamente ritenuta mentalmente instabile, tanto da richiederne il collocamento in una struttura specializzata.

Lanciamo un appello a tutta la società civile perché si mobiliti contro questa decisione, in particolare agli artisti che, come denunciamo nella nostra mostra sulla psichiatria, sono le prime vittime della psichiatria. Ricordiamo ad esempio, Ernest Hemingway, Marylin Monroe, Whitney Houston e molti altri.

Sabato 21 novembre alle ore 11, in Piazza del Municipio a Ferrara , terremo una manifestazione a favore di questa piccola ballerina e contro le perizie psichiatriche nei tribunali. Invitiamo tutta la popolazione e in particolare il Sindaco di Ferrara.

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