Bambini strappati a papà, mamma e “famiglia-casa”

Pubblicato Mer. 24/07/2019 - 18:33
Bambini strappati

Non solo Bibbiano: a Genova, due bambini strappati prima alla famiglia, poi ANCHE alla casa-famiglia. Dai referti del Gaslini: grave regressione dopo l’allontanamento. CCDU: lo psichiatra va indagato. Nasce un gruppo Facebook con oltre trentamila (30.000) iscritti in pochi giorni.

Genova. Dopo che i Servizi Sociali di un distretto della Provincia di Savona hanno perpetrato l’ennesimo abuso contro questi bambini, deciso di limitare ulteriormente le visite del padre, i genitori hanno deciso di rendere pubblica la vicenda.

Dopo i fatti di Bibbiano si pensava di aver toccato il fondo ma questa incredibile storia in Provincia di Genova per gravità e crudeltà solleva il sospetto che potremmo essere di fronte ad un’altra Val D’Enza. 

Questi bambini vivevano felici e sereni in una famiglia-casa (non casa famiglia, e più avanti spiegheremo la differenza) in armonia con la famiglia d’origine.

Sono stati strappati ai loro affetti nel mese di marzo del 2019 mentre si aggrappavano alle gambe dei loro cari perché il Consulente, uno psichiatra locale avrebbe deciso, senza neppure vederli, che i bambini che dovevano essere “resettati” a causa del dissidio tra la famiglia-casa e i servizi sociali. 

È gravissimo che i bambini, che dopo 14 mesi di permanenza nella famiglia-casa erano migliorati moltissimo ed erano felici, sereni e solari, ora siano regrediti mostrando segnali di grave sofferenza.

Eppure i Servizi Sociali, tanto solerti nello strappare i bambini, a dispetto dei referti medici che dimostrano questo grave peggioramento, non stanno intervenendo per tutelarli.

Non solo non hanno disposto il ritorno a casa dei bambini,  ma sono persino state rarefatte le visite. Ora si temono conseguenze gravi e irrimediabili se non si agirà velocemente.

Questa è la storia di una famiglia-casa della Liguria che si è trovata costretta per difendere i “suoi” bambini da assistenti sociali incompetenti e crudeli, a scendere in campo insieme ai genitori biologici, in una battaglia legale seguita dall’avvocato Francesco Miraglia e dall’avvocato Francesco Morcavallo, appoggiata dal Responsabile Tutela Minori del Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani (CCDU), Paolo Roat e dall’Associazione Da Vinci anch’essa operante nei Diritti Umani che ha come presidente il Dott. Ferdinando Locani.

Secondo il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani la Consulenza Tecnica d’Ufficio andrebbe annullata e si dovrebbe fare luce sul Consulente:

“È gravissimo che il Consulente non abbia mai visto i bambini e le motivazioni che ha addotto per giustificare l’allontanamento fanno nascere dei seri sospetti. Chiediamo che venga fatta un’indagine accurata su questa persona e sulle persone che si occupano e si sono occupate dei bambini.” 

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Di seguito l’intervista che abbiamo fatto ai gestori della famiglia casa.

Questa storia pare allucinante, vi sentite vittime di un sistema che non sta funzionando?

Le vittime sono i bambini! Noi siamo delusi, amareggiati, addolorati e a volte increduli perché mai ci saremmo aspettati si potesse arrivare a tanto e che a farlo fossero proprio le persone addette alla tutela dei minori. I fatti di Reggio Emilia sono agghiaccianti, ma purtroppo stiamo scoprendo che non sono i soli.

Noi ci stavamo occupando dei “nostri” bambini con passione, rispetto e amore e stavamo integrando e accogliendo anche la famiglia biologica che ha il diritto di sapere come e con chi vivono i loro figli, ha il diritto di sentirsi tranquilla, di fidarsi per poter compiere il suo percorso verso il ricongiungimento definitivo in una situazione idonea alla crescita sana ed equilibrata del bambino.

Tutto stava procedendo bene, i bambini erano sereni e mamma e papà erano tranquilli perché li vedevano felici.

I servizi hanno voluto accelerare i tempi del rientro, il che rischiava di mettere in pericolo i bambini. Di fronte alla nostra opposizione, sostenuta anche dai genitori naturali, i servizi non hanno voluto cooperare e si sono rivolti al giudice!

Adesso siete in lotta contro le istituzioni…

No, noi e i genitori biologici non siamo in lotta contro le istituzioni. 
Siamo in lotta contro un servizio sociale che non ha tutelato il benessere dei “nostri” bambini, con uno psichiatra forense che non ha tenuto conto del benessere psicofisico dei bambini, senza neppure ritenere opportuno conoscere i bambini! 

Il CTU (Consulente Tecnico d’Ufficio) in questione ha chiesto che sui bambini fosse praticato un “reset” dei sentimenti; crudele pratica psichiatrica utilizzata nell’eugenetica

Siamo in lotta contro i tutori minorili che si voltano per non vedere gli errori dei “colleghi”, siamo in lotta contro quegli individui che non svolgono il loro compito in modo coscienzioso nell’interesse dei bambini.

Non pensiamo che tutti gli assistenti sociali, tutti gli psicologi, tutti gli operatori siano dei demoni; il loro è un lavoro duro, difficile, ne conosciamo molti capaci, attenti e umani! A loro va tutto il nostro rispetto e la nostra fiducia.

Di cosa e’ “accusata” la vostra famiglia-casa? 

Fa sorridere, ma siamo accusati di “amare” troppo i “nostri” bambini, di aver avuto il coraggio di scendere in campo per proteggerli da ulteriori traumi, di essere troppo accuditivi, di voler delegittimare l’operato delle assistenti sociali, una alla prima esperienza lavorativa, l’altra al suo primo caso di allontanamento, che hanno come referente del servizio una signora con qualifica di istituto tecnico commerciale, la quale firma e autorizza progetti sulla vita altrui senza averne le competenze.

Non mettiamo in dubbio sia un’ottima contabile.

Siamo accusati di “guardare” i genitori biologici come persone istaurando con loro sani rapporti umani basati sull’affetto, la fiducia e l’accoglienza.

Fondamentalmente siamo accusati di usare la coscienza, l’etica, il buon senso comune e il cuore.

Non sono pochi i “consigli” e le velate minacce che abbiamo ricevuto, ma lo sguardo terrorizzato dei “nostri” bambini, il loro pianto disperato, le loro manine protratte verso di noi in cerca di aiuto ci danno il coraggio di proseguire, insieme ai genitori biologici, contro chi, per interessi personali, ha avuto il coraggio di far tanto male a dei bambini strappandoli senza pietà da tutti i loro affetti.

Cosa vi aspettate?

Ci aspettiamo che i diritti dei bambini vengano rispettati, specie la legge 173/2015 promossa dalla Dott.ssa Carla Forcolin (che conosce la vicenda) e sostenuta dalle recenti osservazioni all’Italia del Comitato dei Diritti del Fanciullo delle Nazioni Unite.

Speriamo che i bambini possano ritornare presto e ritrovare i loro punti di riferimento affettivi, possano ritrovare quella serenità e tutte le sicurezze, perché ora i bambini stanno male.

L’ultima visita presso l’ospedale Gaslini ha rilevato un grave peggioramento e temiamo che questo periodo di cattività, lontano dai loro cari, possa creare dei traumi incalcolabili e indelebili. 

E per i professionisti coinvolti?

Ci aspettiamo pene esemplari per chi non ha svolto in modo corretto il proprio lavoro, per chi ha abusato del proprio potere, per chi ha oltrepassato il proprio codice deontologico, per chi ha agito per conflitto di interesse, per chi dietro falsi sorrisi nasconde un’indole crudele e prevaricatrice che non si ferma neppure davanti al dolore dei bambini.

Ci aspettiamo che alcune leggi vengano modificate nell’interesse dei minori e fatte poi seguire nel tempo.

Ci aspettiamo che i bambini vengano finalmente considerati individui pensanti, capaci e degni di essere ascoltati e che gli vengano riconosciuti tutti i diritti civili e umani che dovrebbero essere riconosciuti anche agli adulti e non considerati “fascicoli” da poter spostare da una scrivania a un’altra.

Come definireste la vostra casa-famiglia?

Intanto, a questo punto non ci definiremo più casa-famiglia, ma famiglia-casa.
La casa è qualcosa di statico, è la famiglia, intesa come nucleo di accoglienza, offre il calore, la protezione e l’accudimento necessario a creare “casa”.

Il termine casa-famiglia è stato ampiamente abusato; dietro questo termine si nascondono i vecchi istituti, che sono orfanotrofi che si sono rifatti il trucco. Noi non abbiamo nulla a che spartire con le “case-famiglia”.

Siamo due “genitori” che si occupano personalmente dei minori accolti, insieme ai genitori naturali. Forse per questo facciamo paura ad un sistema che permette vicende come quella di Reggio Emilia.

Si parla di rette faraoniche percepite dalle case-famiglia e’ cosi’?

L’abbiamo sentito anche noi… Ma noi non siamo una casa famiglia! La retta che percepiamo ci permette di sostenere le spese per il bambino e lo stipendio dell’educatrice (imposta dalla legge).

Non ci sono agevolazioni su spese mediche, scolastiche ecc. I bambini in una famiglia-casa costano esattamente quanto un figlio biologico ed hanno le stesse esigenze; anzi, a volte ne hanno di più perché in alcuni casi necessitano di visite mediche maggiori e percorsi di recupero.

Vi sentite fiduciosi?

Alcuni amici di famiglia, sostenuti dal CCDU, hanno creato spontaneamente il gruppo Facebook "Io sto con i bambini strappati" con centinaia di cartelli affissi in giro per la città e oltre trentamila (30.000) persone iscritte. Il gruppo cresce giorno dopo giorno e siamo certi che il loro appoggio e le loro preghiere porteranno giustizia e serenità a questi bambini.

Certamente, il nostro legale Francesco Miraglia non permetterà che si continuino a compiere crudeli reati sui minori; abbiamo fiducia in lui e in tutte le brave persone che ancora si adoperano per il “bene”, o semplicemente per ciò che resta del “buon senso comune”.

Noi ci sentiamo fiduciosi e intanto non ci sentiamo sbagliati a schierarci e gridare: “io sto con i bambini strappati”.

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