Convegno TSO: anche la fisica quantistica condannerebbe il TSO

Pubblicato Mar. 05/06/2018 - 13:55
Convegno TSO: anche la fisica quantistica condannerebbe il TSO

La rivelazione nel corso del convegno organizzato dal Comitato dei cittadini per i Diritti Umani "Trattamento sanitario obbligatorio: se questa è una cura"

Incredibile rivelazione del Dr. Livio Giuliani, biofisico e Dirigente di Ricerca del Servizio Sanitario Nazionale, ieri al convegno sul TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio) organizzato dal Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani (CCDU) presso il Centro Culturale San Gaetano di Padova, nell’ambito della mostra multimediale dal titolo "Dalla Contenzione alla Sedazione" che si è tenuto venerdì scorso.

Secondo Giuliani:

“Le scoperte sul funzionamento del cervello umano dovute all’elettrodinamica quantistica, portano a riconoscere che il cervello è una realtà duale, il cui ‘Doppio’ è la storia degli stimoli percettivi esterni ricevuti. Fornire a chi sta male un Doppio, fatto di coercizione e isolamento sociale, di sedazione farmacologica o violenta, come nei TSO, significa costruire un cervello addolorato, impaurito e violento. Disperatamente infelice.”

A 40 anni dalla legge 180/78 - la cosiddetta legge Basaglia - un riesame critico della sua implementazione mostra gravi lacune. In Italia si fanno circa 10.000 TSO l’anno, ma questa stima non sarebbe adeguata perché molti dei trattamenti registrati come “volontari” sarebbero eseguiti in realtà sotto minaccia di TSO: il Padrino la chiamerebbe un’offerta che non si può rifiutare. E non mancano i casi di decesso di cui sempre più frequentemente si occupa la stampa: è della settimana scorsa la notizia della condanna in primo grado per omicidio colposo per lo psichiatra e i vigili urbani responsabili della morte di Andrea Soldi

La legge nacque un po’ frettolosamente per evitare il referendum sulla chiusura dei manicomi: il Partito Radicale aveva raccolto numerosissime firme e i sondaggi non lasciavano dubbi sull’esito. Essa sostituiva la  legge del 1904 “Disposizioni e regolamenti sui manicomi e gli alienati” che prevedeva il ricovero coatto per le persone “affette da qualsiasi causa d'alienazione mentale, quando siano pericolose a sé o agli altri o riescano di pubblico scandalo.” La nuova legge sostituiva la motivazione di ordine pubblico con una di carattere sanitario - il paziente necessita cure urgenti e le rifiuta e, per impedire gli abusi, introduceva paletti ben precisi per poter privare una persona delle libertà personale - ma nella pratica quotidiana la psichiatria non è mai riuscita a scrollarsi di dosso il compito di controllo sociale con buona pace dei paletti previsti dalla legge. 

Essa rappresenta un notevole passo avanti rispetto al passato, ma non rispecchia lo spirito riformatore basagliano. E’ noto d'altronde che lo stesso Franco Basaglia non aveva scritto, né mai riconobbe la legge che porta il suo nome. In un’intervista rilasciata a suo tempo al quotidiano torinese “La Stampa” Basaglia dichiarò: 

“È una legge transitoria, fatta per evitare i referendum, e perciò non immune da compromessi politici. Non si deve credere di aver trovato la panacea a tutti i problemi della malattia mentale con il suo inserimento negli ospedali tradizionali. La nuova legge cerca di omologare la psichiatria alla medicina, cioè il comportamento umano al corpo. È come omologare i cani e le banane.”

Il Prof. Ivano Spano, Docente di Sociologia dell’Università di Padova e Segretario Generale dell'Università Internazionale delle Nazioni Unite con sede a Roma per l'Europa, nel suo intervento ha inquadrato il problema del TSO nel più ampio quadro storico-culturale in cui viviamo, caratterizzato da una deriva autoritaria in cui i diritti dei cittadini vengono spesso calpestati da uno Stato che si comporta come se avesse il monopolio della verità.

“55.000 bambini psichiatrizzati in Veneto e oltre un milione in tutta Italia. Questi dati allarmanti s’inseriscono nell'ambito di un processo di medicalizzazione in atto nella società moderna”. Secondo il Dr. Paolo Rossaro, medico chirurgo, anche la medicina è soggetta a questa deriva culturale per cui il medico, non più libero di agire secondo scienza e coscienza, è ingabbiato da protocolli standardizzati (non esenti dal sospetto di conflitto d’interesse con l’industria farmaceutica multimilionaria) che non possono essere messi in discussione.

Rincara la dose il Dr Roberto Cestari, presidente del CCDU:

“La scienza sta tornando a una concezione pre-galileiana, in cui la Verità non viene più stabilita dall’evidenza sperimentale, ma dal principio di autorità." 

Alla fine, tutti d’accordo: è ora di migliorare la legge in senso garantista, introducendo una serie di diritti imprescindibili, tra cui il diritto di difesa e di ricevere visite.

Nota sulla provenienza dei dati:

  • I dati sui 55.000 provengono dalla SINPIA http://healthonline.healthitalia.it/neuropsichiatria-veneto-55mila-bimbi-rischio/ La situazione della Regione Veneto, dove 55.000 minori sono seguiti dai servizi pubblici, secondo la Sinpia, non fa eccezione…
  • Il dato su 1.100.000 bambini viene dalle parole del Prof. Spano che in questo convegno parlava di 1.500.000 bambini (ma uso il dato espresso formalmente nel convegno) http://www.italiachecambia.org/2018/03/salute-montagnier-rispetti-principio-precauzione/ Il Prof. Spano, dell’università di Padova, ha poi denunciato il fatto che la medicina iatrogena sta portando a conseguenze gravissime di salute. Solo in Veneto 55.000 bambini hanno patologie psichiatriche, in Italia 1.500.000, e i dati sono in crescita.
     

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