La mente dei bambini non e' un problema psichiatrico

Pubblicato Dom. 30/10/2005 - 16:03
La mente dei bambini non e' un problema psichiatrico

In Italia i progetti della psichiatria abbondano ormai anche nelle nostre scuole con convegni, conferenze e corsi di formazione per insegnanti e genitori per "addestrarli" nella prevenzione e diagnosi di disturbi mentali come la dislessia, bullismo, ADHD, ecc.

Per la psichiatria si tratta di una piaga collettiva, negli Usa di adhd ne soffrono almeno 8 milioni di adulti (il 4% della popolazione) e 5 bambini ogni 100. Lo sostiene uno studio dell' Harvard University, che ha posto l'accento sulla difficoltà di misurare l'entità della sindrome anche per la mancanza di test adeguati. Da sottolineare che "non esiste un test psicologico per stabilire con assoluta certezza se si soffre di ADHD, ma esistono serie di domande standard: quanto più si risponde sì tanto più si è in pericolo".

Così anche in Italia sono riportate le medesime statistiche per dare sostegno alla propaganda psichiatrica. Infatti, secondo le stime del Ministero della Salute, è colpito circa il 4% dei ragazzi.

Il Dr. Roberto Cestari, presidente del Comitato dei Cittadini per i diritti Umani, intervistato sull'argomento ha detto:

"Attention Deficit Hiperactivity Disorder (ADHD) significa disturbo da deficit di attenzione e iperattività. E' una sintomatologia che, 15 anni fa, la psichiatria in USA ha trasformato, per alzata di mano, in malattia.

Da allora hanno iniziato a diffondere il messaggio secondo il quale qualsiasi bambino con questa sintomatologia ha una malattia vera e propria, una malattia mentale.

Guardando la propria storia recente, scolastica e familiare, si comprende come la società occidentale si sia evoluta, da duemila anni a questa parte, senza che nessun bambino abbia avuto queste etichette diagnostiche; e quindi senza l'aiuto di terapie di questo genere.

Non mi sembra che in assenza di queste cose siano mancati gli strumenti per consentire il progresso della società. La seconda considerazione è di carattere tecnico scientifico.

Noi in medicina distinguiamo molto chiaramente tra una sintomatologia, cioè qualcosa che il paziente lamenta (un disturbo, un comportamento, ecc) e una malattia.

Le due cose non sono affatto identificabili. Se un paziente lamenta mal di stomaco la diagnosi non è automaticamente gastrite.

Lui ha mal di stomaco ma potrebbe dipendere da un altro organo, per esempio dal pancreas, o addirittura potrebbe avere un infarto.

Identificare una manifestazione con una malattia è una sciocchezza. Purtroppo questo tipo di atteggiamento esiste, è diffuso e crea dei problemi.

Se l'ADHD è un disturbo biologico e ne hanno le prove, perché non usano queste evidenze biologiche per fare diagnosi?

Nella nostra società abbiamo assistito ad un giusto aumento di alcuni fattori (concetto di libertà, di espressione, assenza di punizioni) al quale ha fatto riscontro un calo disastroso della didattica e dell'educazione scolastica. In più non ci sono i valori di riferimento (la famiglia, il rispetto degli adulti, ecc.) che spingevano il bambino ad auto limitare certi comportamenti. Valori che facevano parte di una società, forse superata, ma che non sono stati rimpiazzati da altri.

Negli Stati Uniti (dove a più di 8 milioni di bambini sono prescritti potenti psicofarmaci), il numero di bambini tossicodipendenti è aumentato; il livello di attenzione e quindi di istruzione scolastica non è migliorato; il tasso di suicidi tra i bambini è in crescita; la percentuale di violenza nelle scuole è schizzata alle stelle.

Assistiamo ad una fortissima spinta per la medicalizzazione dei comportamenti umani e dei bambini in particolare; non è un caso se, da qualche decennio, la psichiatria ha scoperto che il mercato dei bambini può essere un mercato interessante

(NdR: In una comunicazione firmata da ricercatori dell'Istituto Mario Negri di Milano e pubblicata sul British Medical Journal, si legge che in Italia il consumo di psicofarmaci tra i più giovani, solo nel biennio 2000-2002, è più che quadruplicato. Dei quasi dieci milioni di under diciotto, almeno ventottomila sarebbero i consumatori di antidepressivi. Di cui un terzo bambini).

Ora laddove ci sono interessi particolarmente alti mettere insieme le due cose, è un percorso logico assolutamente condivisibile. Non può non suscitare, quanto meno, qualche dubbio o qualche perplessità se non addirittura una indicazione specifica. Le case farmaceutiche hanno tutto il diritto di produrre e vendere farmaci ma ritengo che i cittadini abbiano il diritto di non essere imbrogliati da false diagnosi.

Chi fa questo non è più uno scienziato, non è più un medico, sta facendo un altro percorso e sarebbe meglio che i cittadini ne fossero a conoscenza".

Il genitore il cui figlio sia stato sottoposto a test psichiatrico o diagnosi, all'interno della scuola, senza il suo permesso o che ha subito danni in seguito a trattamento psichiatrico, può mettersi in contatto con il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani per esporre l'abuso.

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