Michigan reagisce alla morte di un adolescente afroamericano in psichiatria

Pubblicato Lun. 06/07/2020 - 14:43
Letto contenzione

Lo stato del Michigan reagisce alla morte di un adolescente afroamericano su un letto di contenzione psichiatrico. CCHR: gli altri stati dovrebbero seguire l’esempio

Secondo i tutori della salute mentale e il Gruppo di lotta al razzismo istituzionale, il Michigan potrebbe fare da modello per bandire la contenzione psichiatrica a livello Nazionale ed evitare ulteriori tragedie.

L’Ufficio di Medicina Legale della Contea di Kalamazoo, nel Michigan, nel caso del sedicenne afroamericano Cornelius Frederick, morto in seguito a contenzione psichiatrica presso la Lakeside Academy, ha stabilito che si è trattato di omicidio. Tre impiegati sono accusati di omicidio colposo e di avere intenzionalmente e consapevolmente commesso atti potenzialmente dannosi nei confronti di un minorenne. Il magistrato Jeff Getting ha dichiarato che per due di loro l’accusa è anche di avere attivato la contenzione “con eccessiva negligenza”. 

Il CCHR, un gruppo di denuncia degli abusi nel campo della salute mentale, e il reverendo Frederick Shaw dell’Associazione Nazionale per l’Avanzamento delle Persone di Colore, si sono complimentati con le autorità statali per la loro pronta reazione. Il 29 aprile di quest’anno Frederick, un adolescente soggetto a tutela statale presso un istituto psichiatrico che si occupa di minori sottratti alle famiglie o con problemi di tipo comportamentale, fu soggetto a contenzione fisica per cattivo comportamento – sembra avesse gettato via un sandwich. Il ragazzo ebbe un arresto cardiaco e, secondo dei testimoni, prima di svenire avrebbe gridato “Non riesco a respirare”. Cornelius è morto dopo 30 ore di coma.

Il Dipartimento dei Servizi Sociali del Michigan ha annullato la convenzione con la struttura di Lakeside, e avviato la procedura per revocare la sua licenza. Il direttore Robert Gordon intende cambiare il sistema che ha causato questa morte e il Governatore del Michigan ha annunciato come: riformerà i Servizi Sociali, vietando l’uso di contenzione fisica in tutte le strutture convenzionate.

Il reverendo Shaw, che recentemente ha dato vita a una task force contro il razzismo nel mondo della salute mentale, chiederà di estendere questo divieto a tutti gli stati. Shaw ha citato un articolo del Journal of Contemporary Criminal Justice secondo cui, in seguito ai recenti tumulti, lo stereotipo del nero criminale si è diffuso al punto che ogni uomo di colore potrebbe essere visto come potenzialmente violento o distruttivo.

“Questo indottrinamento culturale deve terminare. La tragedia di Cornelius fa aumentare la nostra preoccupazione riguardo il razzismo istituzionale. Gli afroamericani sono di gran lunga il gruppo più soggetto a morte in seguito a contenzione nel sistema di salute mentale collegato ai minori allontanati dalle loro famiglie”.

Il presidente del CCHR Jan Eastgate ha commentato:

“Lavoriamo dal 1998 per la messa al bando della contenzione negli istituti psichiatrici. A volte, sono proprio i farmaci psicotropi a causare reazioni violente, che poi vengono represse legando la persona; è ora di farla finita con questa pratica – non solo nel Michigan ma in tutto il Paese.”  

Jan Eastgate cita alcuni casi giudicati presso la Corte Suprema statunitense, secondo cui i pazienti, anche quelli sottoposti a ricovero coatto, godono di diritti costituzionali inalienabili, tra cui il diritto alla vita e il diritto di vivere senza punizioni o restrizioni non necessarie. Il reverendo Shaw ha sollecitato un’inchiesta per determinare se le strutture psichiatriche del Michigan non ricorrano alla contenzione con eccessiva leggerezza.

Questo è il riassunto di un articolo pubblicato di recente sul sito dei nostri cugini americani.  L’articolo completo è disponibile qui: https://www.cchrint.org/2020/06/30/cchr-applauds-state-acting-on-african-american-teen-psychiatric-restraint-death/

Per l’elenco dei riferimenti bibliografici, che in ogni caso rimandano a pubblicazioni in lingua inglese, chiediamo ai lettori interessati di consultare l’articolo originale.

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