MK-Ultra in un docu-film

Pubblicato Gio. 14/12/2017 - 16:20
MK-Ultra in un docu-film

Mini-serie TV di Netflix svela i terribili esperimenti sui tentativi di lavaggio del cervello eseguiti dalla CIA sotto la guida di uno psichiatra scozzese. In Italia domani, 15 dicembre.

Ewen Cameron, ex presidente dell’Associazione Mondiale di Psichiatria, riempiva di LSD pazienti ignari e li sottoponeva a dosi massicce di elettroshock durante la guerra fredda.

Il programma di controllo mentale MK-Ultra, in cui Cameron giocò un ruolo primario, è l’argomento di Wormwood, il docu-film in uscita questa settimana in Italia su Netflix. La miniserie ripercorre la ricerca, durata 60 anni, per scoprire la verità sulla morte di Frank Olson, un esperto di armi biologiche che lavorava per le forze armate USA, interpretato dall’attore Peter Sarsgaard.

Frank morì nel dicembre del 1953, precipitando dal tredicesimo piano di un hotel a New York: pochi giorni prima, ignaro della somministrazione di LSD cui era stato sottoposto, aveva avuto un esaurimento nervoso. La sua morte fu classificata come suicidio, ma suo figlio Eric è convinto che suo padre sia stato gettato dalla finestra per via dei suoi disaccordi col programma della CIA. Negli anni 70, dopo un’udienza in Senato sugli esperimenti di controllo mentale, la famiglia ricevette le scuse del Presidente Ford e un risarcimento di quasi 800.000 dollari dalla CIA.  Eric, non contento, ha continuato a cercare la verità sulla morte del padre e il suo eventuale coinvolgimento nel programma MK-Ultra. Nel 1994 il corpo fu esumato, e il medico legale ha notato ferite che suggerivano la possibilità che, prima di morire, Frank fosse stato reso incosciente con un colpo.

Ewen Cameron, scozzese, emigrò negli USA negli anni 20. Durante la II Guerra Mondiale prestò servizio nell’Ufficio dei Servizi Strategici, il precursore della CIA. Dopo la guerra Cameron divenne direttore dell’Istituto Allan Memorial presso l’Università McGill, a Montreal, per svolgere un lavoro nascostamente pagato dalla CIA, alla ricerca di un rimedio per i soldati USA che avevano subito il lavaggio del cervello durante la prigionia in Korea. I trattamenti usati da Cameron includevano iniezioni di LSD a pazienti inconsapevoli, massicce dosi di elettroshock e coma indotti chimicamente. Cameron morì nel 1967. La sua tecnica di controllo mentale consisteva nella costante ripetizione di messaggi registrati, per deprogrammare la mente e cancellare i segni di stress mentale. La deprogrammazione, però, cancellava anche buona parte della memoria dei suoi pazienti, lasciandoli in uno stato simile a quello di bambini, incapaci di eseguire semplici azioni come usare la stanza da bagno.

Proprio quest’anno il governo canadese ha raggiunto un accordo extragiudiziale con Jean Steel, una dei pazienti di Cameron. Jean era stata ricoverata nel 1957 presso l’Allan Memorial Institute. Aveva 33 anni, e una diagnosi di “depressione maniacale e illusioni”. Fu mantenuta per intere settimane in uno stato di come indotto elettricamente, mentre subiva una serie di elettroshock.  Sua figlia Alison, oggi sessantacinquenne, ricorda:

“Quel trattamento era una tortura. Mi hanno rubato la mamma; l’hanno usata come cavia da laboratorio, e le hanno rimosso tutte le emozioni.”

Articolo originale: http://www.dailyrecord.co.uk/scotland-now/new-netflix-drama-reveals-horrific-11665967

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