Premio Giorgio Antonucci 2018

Pubblicato Mer. 14/11/2018 - 13:23
Premio Giorgio Antonucci 2018

Firenze, 9 dicembre 2018

Un pubblico numeroso e commosso ha assistito ieri a Firenze alla cerimonia del premio Antonucci, che ogni anno viene consegnato a persone meritervoli in difesa dei diritti umani nel campo della salute mentale.

Giorgio Antonucci, medico, poeta, scrittore e umanista, scomparso appena un anno fa, aveva dedicato la sua vita a liberare le persone imprigionate dalla psichiatria. Nel corso del pomeriggio si sono alternate sul palco diverse persone che lo avevano conosciuto, e hanno ricordato le sue notevoli doti umane, ed è stato proiettato il docu-film “Se mi ascolti e mi credi”, (https://youtu.be/gIZHoFSCAZI) che racconta la sua vita e, soprattutto, le sue azioni in difesa dei più deboli. Approdato al manicomio di Imola, Antonucci si fece assegnare al “reparto dei più pericolosi, i cosiddetti irrecuperabili” e non fece mai ricorso a trattamenti coatti. Abolì tutti i sistemi di contenzione fisica e l’uso di elettroshock e psicofarmaci, favorendo un approccio umano, fatto di rispetto reciproco e comunicazione, dimostrando la possibilità di alleviare la sofferenza emotiva nel pieno rispetto della persona.

Il docu-film ci mostra Giorgio Antonucci all’opera, con i suoi modi gentili e amorevoli, ma allo stesso tempo irremovibile sui suoi principi. Lo fa vedere mentre riporta alla vita molte persone che avevano vissuto per decenni legate ai letti di un manicomio. Poco prima di lasciarci, Antonucci aveva chiesto di essere ricordato non per ciò che ha detto ma per ciò che fatto: proprio per questo, per aver trasposto sullo schermo le opere di Antonucci in maniera così viva e toccante, i due autori del docu-film, la sceneggiatrice Laura Mileto e il regista Alberto Cavallini hanno ritirato il premio Antonucci dalle mani di Roberto Cestari, presidente del CCDU (Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani - una onlus di denuncia degli abusi psichiatrici). 

Il premio 2018 è andato anche a Mara Ciaschini, un’amica che aveva aiutato Giorgio Antonucci in un momento difficile della sua vita, quando fu ingiustamente accusato per un incidente capitato a un paziente affidato alle sue cure.
    
La pianista Paola Piasentin ha deliziato il pubblico con musiche di Schubert e Chopin.

Da un’intervista del 1978:

Dacia Maraini:    "In che consiste questo metodo nuovo per quanto riguarda i cosiddetti malati psichici?"

Giorgio Antonucci:     "Per me significa che i malati mentali non esistono, e la psichiatria va completamente eliminata." 

 

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