Psichiatra ammette: i trattamenti forzati non funzionano

Pubblicato Mar. 17/03/2015 - 10:00
Psichiatra ammette: i trattamenti forzati non funzionano

Retromarcia. Il trattamento forzato per i comportamenti antisociali è sempre stato un soggetto controverso, per le gravi limitazioni che impone alla libertà degli individui.

Lo psichiatra che l'aveva originariamente inventato ora ammette: è stato un errore.

Cinque anni fa, sull'onda mediatica di alcuni casi in cui persone affette da cosiddette malattie mentali avevano attaccato persone del pubblico, è stato introdotto in Inghilterra il trattamento sanitario obbligatorio per i casi coinvolti in comportamenti antisociali. L'Ordine di Trattamento (CTO) ha dato ai medici l'autorità di imporre condizioni sui loro pazienti dopo la dimissione dall'ospedale, come ad esempio dove devono vivere, quali farmaci devono prendere e anche la quantità di alcol consentita. Se infrangono una di queste disposizioni, potrebbero essere immediatamente ricondotti all'unità psichiatrica. Si sperava che gli ordini avrebbero invogliato i pazienti ad aderire ai loro programmi di trattamento dopo la dimissione, evitando il ritorno ciclico in reparto. Queste misure drastiche hanno ora dimostrato di non fare alcuna differenza clinica - e lo psichiatra che le sosteneva ne sta richiedendo l'immediata sospensione.

Secondo i dati del servizio sanitario britannico, il numero di persone sottoposte a CTO è aumentato costantemente dall'attivazione. Tom Burns, lo psichiatra che originariamente ha consigliato il governo sul CTO, ha recentemente condotto uno studio statistico su un numero elevato di casi, rivelando come il CTO non abbia avuto alcun impatto sulla riduzione dei cosiddetti pazienti "da porta girevole": nessun cambiamento nella frequenza di ritorno al reparto psichiatrico né nella durata dei ricoveri.

"Le prove sono ormai schiaccianti: l'uso del CTO non conferisce vantaggi ai pazienti ma comporta una sostanziale riduzione delle libertà individuali ", ha detto il professor Burns, capo del dipartimento di psichiatria sociale presso l'Università di Oxford . "Il loro attuale elevato utilizzo dovrebbe essere urgentemente riesaminato. Penso che ci dovrebbe essere una moratoria sul loro uso".

Siamo stati tutti un po' stupiti dal risultato - ha aggiunto il professore - ma i dati sono molto chiari ed incontrovertibili. Così, anche se per 20 anni ho sostenuto la necessità dei CTO, sono costretto ad ammetterlo: i CTO non funzionano".

Paul Chapman si era appena sposato quando è stato sottoposto a CTO nel 2009. La sua storia di malattia mentale includeva 25 ricoveri in ospedale dal 1991. Dopo essere fuggito dal reparto, la moglie convinse l'ospedale che sarebbe stato meglio curarlo a casa, quindi è stato dimesso dal CTO.

"Quello che prima sembrava un'opzione attraente si era trasformato in qualcosa di meno positivo. Il CTO cambia il rapporto con la famiglia: non più basato sull'empatia, ma su un obbligo di legge", dice Paul. "Il medico mi veniva a vedere ogni 15 giorni, e se smettevo di prendere gli psicofarmaci, mi rimandava in ospedale".

I CTO sono stati oggetto di controversia sin dalla loro introduzione, non solo perché il loro uso in altri paesi aveva ampiamente dimostrato la loro scarsa efficacia nel prevenire il ricovero ciclico, ma anche per via dell'abuso che, dati alla mano, se ne fa su pazienti neri o appartenenti a minoranze etniche. L'accusa più pesante, però, riguardava l'annullamento dei diritti umani: "Una delle nostre preoccupazioni principali, quando furono introdotti, era che avrebbero esteso le costrizioni ed eroso la libertà personale di chi era già oggetto del trattamento più coercitivo. Sono solo una violazione dei diritti umani di uno dei più vulnerabili gruppi della società", ha concluso Burns.

La pratica di costringere i cosiddetti malati mentali a continuare l'assunzione di farmaci dopo essere stati dimessi dall'ospedale, sotto minaccia di ricovero coatto, è molto diffusa anche in Italia. In pratica, una buona frazione dei cosiddetti trattamenti psichiatrici "volontari" sono tali solo formalmente: molti malcapitati acconsentono al trattamento "volontario" sotto minaccia di Trattamento Sanitario Obbligatorio.

Fonte articolo :
http://www.independent.co.uk/life-style/health-and-families/health-news/psychiatric-asbos-were-an-error-says-key-advisor-8572138.html
di Sanchez Manning

ll Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani raccomanda di informarsi attentamente, di non accettare facili diagnosi psichiatriche sia per se stessi che per i propri figli, ma richiedere accurate analisi mediche.

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