Psichiatri condannati per esperimenti su pazienti: Tortura e LSD tra i metodi usati

Pubblicato Mer. 01/07/2020 - 14:52
Giustizia

Il Toronto Sun un paio di giorni fa ha annunciato una sentenza storica della Corte Superiore di Giustizia dell’Ontario, Canada. La Corte ha giudicato alcuni psichiatri colpevoli di aggressione nei confronti dei loro pazienti, compreso l’uso di torture e droghe psicotrope come LSD, condannandoli a pagare risarcimenti che, ci si aspetta, ammonteranno a svariati milioni. Parte lesa nel processo – una ‘class action’ – sono alcuni tra i più spregevoli serial killer, psicopatici e sadici immaginabili.

Le aggressioni nei loro confronti, minuziosamente descritte nelle 331 pagine della sentenza, avvennero nell’ala Oak Ridge del vecchio Centro di Salute Mentale Penetanguishene, che ai tempi ospitava il reparto di massima sicurezza: un insieme di celle e corridoi chiusi a chiave e verniciati di grigio, tristemente simile alla clinica del ‘Cuculo’,  in cui ospitavano pazienti giudicati non colpevoli per incapacità d’intendere e di volere o, come si dice oggi, penalmente non responsabili. Le torture furono praticate tra il 1966 e il 1983, ed erano descritte come grandi innovazioni nella cura di psicopatici e schizofrenici violenti, ma il processo si è concluso soltanto la settimana scorsa.

Alcune delle cure imposte dai Dott Elliot Barker e Gary Maier includevano, come terapia ma anche come punizione, la segregazione solitaria, la somministrazione di droghe allucinogene simili allo LSD e l’implementazione di tecniche di lavaggio del cervello sviluppate dalla CIA. Tre di questi percorsi terapeutici, in particolare, includevano delle tecniche molto controverse.

La terapia per troncare la difesa, comprendeva la somministrazione forzosa di droghe allucinogene per demolire i meccanismi di difesa del paziente e metterli contemplare il loro comportamento abnorme.

Il programma per la partecipazione a un atteggiamento motivato, prevedeva che i pazienti dovessero mantenere un comportamento impeccabile per quattordici giorni. In uno dei punti di questo programma i pazienti erano obbligati a sedere su un pavimento spoglio, ammanettati, consentendo loro di muoversi quattro volte in quattro ore in uno spazio limitato di circa un metro quadrato. Ogni errore veniva punito con sedazione forzata o segregazione solitaria.

Il terzo era il programma capsula, durante il quale si incatenavano fino a un massimo di sette pazienti del tutto nudi, mantenendoli in questo stato per diversi giorni. Per rendere la cosa ancor più miserevole, la stanza era costantemente illuminata e i pazienti venivano alimentati solo con cibo liquido, fornito tramite cannucce che passavano attraverso dei fori praticati nelle pareti.

L’avvocato delle vittime Daniel Brodsky ammette che i suoi clienti si erano resi colpevoli di reati orribili, ma ricorda che questo non dà a nessuno il diritto di trattarli come campioni o cavie da laboratorio.

Il dottor Elliot Barker, uno dei responsabili del programma, in un articolo pubblicato nel 1968, durante il periodo iniziale, evocò lo spettro della sperimentazione su esseri umani fatta dai nazisti, ma disse che i suoi esperimenti erano diversi. Abbastanza da mettere paura.

Articolo originale di Mark Bonokoski

https://torontosun.com/opinion/columnists/bonokoski-psychiatric-doctors-condemned-for-experiments-on-patients

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