La psichiatria odierna mina la fiducia in se stessi e la moralità

Submitted on Ven. 20/12/2013 - 16:22
La psichiatria odierna mina la fiducia in se stessi e la moralità

Il DSM è in definitiva uno strumento che indebolisce volontà, fiducia in se stessi, forza d'animo e resilienza umana. Esso trasforma gli esseri umani in meccanismi, priva il loro comportamento di significato, e li rende preda di imprenditori della miseria umana.
City Journal – 2013
Vol. 23, n. 4
Di Theodore Dalrymple

Allen Frances, lo psichiatra che ha modificato la quarta edizione (1994) del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (comunemente conosciuto come il DSM-IV)dell'Associazione Psichiatrica Americana, aveva precedentemente provato a inserire un nuovo disturbo nella terza edizione: il disturbo masochistico di personalità. Frances, oggi un critico del nuovo DSM-5, uscito quest'anno, nega l'esistenza di questi disturbi ed è contento di non essere riuscito nell'intento, anche se per motivi diversi dall'integrità scientifica del manuale.

Il disturbo di personalità masochista, come Frances l'aveva allora concepito, "diagnosticava" quelli il cui comportamento tipico portava loro infelicità, principalmente "l'abnegazione nel tentativo di mantenere le relazioni o l'autostima." Si riferiva — o molti pensarono si riferisse — a donne con partner o mariti che ne abusavano violentemente, o che ripetutamente sceglievano questi uomini come partner sessuale, nonostante le brutte esperienze precedenti. Le femministe si ribellarono: questa diagnosi incolpa le donne degli abusi di cui erano vittime. E proprio su queste basi –politiche, non scientifiche - il DSM del 1980 escluse la diagnosi.

Il modello di comportamento descritto da Frances è invero piuttosto comune, ma Frances è oggi contento di questo diniego non perché il comportamento masochista sia una finzione, ma perché una descrizione del comportamento non è una diagnosi medica. Tutti mostriamo dei modelli di comportamento, e alcuni si rivelano tutt'altro che favorevoli al nostro successo o felicità. Tale comportamento, tuttavia, non ci rende "malati".

Nessuna edizione del DSM, compresa l'ultima, riconosce un disturbo della personalità masochista, ma il DSM-5 concorda con le donne abusate stabilendo l'esistenza del disturbo opposto: i loro aguzzini maschi sono affetti da una condizione psichiatrica detta disturbo esplosivo intermittente.

Eccone i criteri diagnostici:

  1. Tre esplosioni comportamentali che coinvolgano danni o distruzione di proprietà e/o assalti fisici che comportano lesioni fisiche contro animali o altri individui entro un periodo di 12 mesi.
  2. La veemenza dell'aggressività espressa durante le esplosioni ricorrenti è palesemente sproporzionata rispetto alla provocazione o agli eventuali fattori di stress psicosociale precipitanti.
  3. Le ricorrenti esplosioni aggressive non sono premeditate (cioè sono impulsive o basate su attacchi d'ira) e non sono tese a raggiungere qualche obiettivo tangibile (per esempio denaro, potere, intimidazioni).
  4. Le ricorrenti esplosioni aggressive causano angoscia nell'individuo o un peggioramento dei suoi rapporti professionali o interpersonali.

Anche se soprassedessimo sul perché la diagnosi debba richiedere tre invece di due o quattro esplosioni comportamentali in 12 mesi (e perché non in 6 o 18 mesi), l'idea che un maschio violento soffra di un disturbo della psiche e necessiti di cure trova sponda in quest'affermazione:

La ricerca fornisce evidenza neurobiologica circa l'esistenza di anomalie serotoninergiche nel cervello, e particolarmente nell'area del sistema limbico e della corteccia orbito frontale, nei soggetti affetti da disturbo esplosivo intermittente.

Definire la perdita delle staffe e la distruzione di cose o il ferire persone "una malattia" la svuota sia di significato sia di contenuto morale, tutto in nome di un'oggettività dubbia. La nozione di un eccesso di rabbia palesemente sproporzionato rispetto alla causa, implica un giudizio morale in relazione a quello che costituisce il quantitativo appropriato e inappropriato di rabbia. Appropriatezza è un concetto irriducibilmente morale: richiede un giudizio cosciente, e nessun tipo di reazione chimica nel cervello vi assisterà in tale sentenza.

La quasi completa esclusione del significato del comportamento dalla diagnosi trasforma la psichiatria in un processo meramente burocratico, in quanto ogni diagnosi riceverà un trattamento prescritto e rimborsato dall'assicurazione medica — anche se non necessariamente efficace.

D'altronde, non esistono esami di laboratorio oggettivi o correlativi del disturbo psichiatrico. Thomas Szasz, un polemista brillante e professore di psichiatria, nega l'esistenza dei disturbi psichiatrici. Secondo Szasz, il comportamento bizzarro, angosciante o nocivo è il risultato di una patologia oggettivamente osservabile — come ipotiroidismo, ipoglicemia, sindrome di Cushing, o tumore al cervello — o un difetto morale. Infatti, la capacità di riconoscere la patologia organica è uno dei motivi per cui gli psichiatri devono prima essere medici, anche se molti ammettono di avere ben presto perduto tale abilità, e persino l'istinto che va con essa.

Leggi il resto dell'articolo qui: http://www.city-journal.org/2013/23_4_otbie-psychiatry.html

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