Le teorie psichiatriche alla base della Shoah (Video)

Submitted on Gio. 09/01/2014 - 10:59
Le teorie psichiatriche alla base della Shoah

Quando si parla di " Giorno della Memoria ", Olocausto o più correttamente Shoah , la prima cosa che viene in mente è lo sterminio degli ebrei operato dai nazisti.

Meno noto è il fatto che tale sterminio rientra in una teoria psichiatrica nata molto prima della tragedia che ha coinvolto milioni di persone.

La nascita dell'eugenetica

Combinando la teoria evoluzionaria di Charles Darwin con i metodi di ricerca di Wundt incentrati sul cervello, nel 1863 lo psicologo inglese Francis Galton, cugino di Darwin, creò una pseudoscienza che ebbe un profondo e duraturo effetto sul futuro modo di pensare psichiatrico: l’eugenetica, dal greco eugenes, che significa " di buona razza ", definendo certi gruppi di etnia diversa " razze inferiori ".

Secondo la teoria eugenetica,  gli esseri umani potevano essere allevati selettivamente per incoraggiare caratteristiche desiderabili ed epurare quelle indesiderabili.

Eugenetica
Didascalia nell’immagine: Il costo di un malato ereditario fino a quando non raggiunge l'età di 60 anni: 50.000 Marchi.

Galton incoraggiò la generazione di una razza umana migliore e sconsigliò che quelle razze da lui considerate meno adeguate potessero avere figli, ritenendo ovviamente lui stesso appartenente alla razza migliore e quindi in grado di decidere il futuro di tutta l’umanità.

Galton in relazione alla popolazione nera affermo: " La media standard di intelligenza di un negro è di circa due gradi al di sotto della nostra " e " Gli ebrei si specializzano in un’esistenza parassita nei confronti delle altre nazioni ".

La psichiatria eugenetica

La teoria di Galton fu presto abbracciata dagli psichiatri poiché calzava con le teorie che volevano dimostrare.

Uno di questi era stato uno studente di Wundt, Emil Kraepelin, meglio conosciuto con i sui iniziali tentativi di classificare i "disturbi" mentali. Kraepelin era uno psichiatra biologico, eugenista inveterato e mentore dei futuri psichiatri nazisti.  Era suo parere che i disturbi mentali non fossero solo una malattia cerebrale ma anche ereditaria.

A riguardo Prof. Hans Walter Schmuhl, studioso di storia, affermò:

C’è una diretta correlazione tra Kraepelin e l’ Istituto di Ricerca sulla Psichiatria tedesco (fondato da lui) e la psichiatria nazista attraverso la sua facoltà di genealogia, capeggiata da Ernst Rüdin. Per i nazisti, Ernst Rüdin era il più importante contatto nel settore della psichiatria. Era considerato il principale psichiatra genetico non solo in Germania, ma nel mondo.

Le teorie psichiatriche di stampo  razzista si diffusero velocemente, l’ideologia eugenetica ebbe un notevole influenza nella società tedesca.

Irene Leitner , studiosa e di storia e direttrice dell’ Hartheim Memorial (ex sede di uno dei centri di sterminio) nel documentario " L'era del terrore " spiega che:

Questo soggetto fu adottato ed insegnato nelle università. Questa ideologia fu accolta da un vasto consenso fino all’inizio del 20° secolo. Fu a questo punto che molti di coloro che avrebbero più tardi occupato eminenti posizioni nel partito nazista, divennero nazisti. Erano cresciuti con questa ideologia.

Nel 1905 Rüdin, insieme a suo cognato, l’eugenista tedesco Alfred Ploetz, avvio la prima organizzazione per l’eugenetica, ciò che Ploetz chiamava " igiene raziale ". Ploetz aveva esperienza propria come autore del libro del 1895 " L’idoneità della Nostra Razza e la Protezione del Debole " nel quale propose la regolamentazione della riproduzione e  l’eliminazione dei  bambini malati e deboli.

Nel 1920, lo psichiatra Alfred Eirich Hoche pubblico il libro " Il Permesso di Annientare Vite Indegna di Vita " in collaborazione con l’avvocato Karl Binding.

Fu li che coniò il termine " esistenza zavorra " e preparò un catalogo di presunte malattie mentali incurabili che chiamò " condizioni di morte mentale ". Nel 1930 nel mensile nazionalsocialista questo si trasformo in richiesta: " Morte alla vita indegna di vivere ".

 Prof. Frank Shneider , presidente dell’Associazione Tedesca della Psichiatria e della Psicoterapia (DGPPN)

La pseudoscienza dell’eugenetica presto si diffuse per tutta la Germania. Nel libro del 1924 " Mein kampf ", Hitler stesso applaudì alla teoria psichiatrica dell’eugenetica come la scienza che avrebbe ricostruito la sua nazione.

Dalla teoria alla pratica

In Hitler, lo psichiatra Ernst Rüdin aveva finalmente trovato il veicolo il suo sogno da lungo ambito, come dichiarò trionfalmente quando Hitler salì al potere:

Grazie al lavoro di Hadolf Hitler nell’ambito politico, siamo riusciti ad avverare il nostro sogno trentennale e realizzare l’igiene raziale.

Sei mesi dopo aver assunto il potere, il partito nazista si rivolse a Ernst Rüdin per dirigere la stesura della legge del 1933 per la Prevenzione della Progenie Geneticamente Malata, che consentiva la sterilizzazione obbligatoria di qualsiasi cittadino che, secondo il " Tribunale della Salute Genetica ", fosse afflitto da una serie di presunti disturbi genetici. I tribunali ordinavano la sterilizzazione l’88,8% delle volte.

Con il varo di questa legge, gli psichiatri in Germania avviarono ufficialmente la sterilizzazione di massa dei malati di mente. Nel corso dei 12 anni che seguirono, 400.000 cittadini tedeschi vennero sterilizzati .

Ma gli psichiatri poi fecero fare un grosso balzo al movimento dell’eugenetica, quando la sterilizzazione diventò omicidio.

I primi ad essere uccisi furono i bambini. L’uccisione dei bambini ricoverati nei manicomi tedeschi avveniva segretamente, specialmente con le campagne dello psichiatra Hermann Pfanmüller all’ospedale Egling-Harr vicino a Monaco, dove fece morire di fame senza dare nell’occhio centinaia di bambini.

Un programma di governo clandestino istituì una rete di più di 30 centri psichiatrici di sterminio che uccidevano le giovani e innocenti vittime con iniezioni di morfina e asfissiandole con cianuro e sostanze da guerra chimica.

Ma questo non bastava.  Dietro insistenza degli psichiatri, Hitler emanò un decreto segreto che permetteva l’eutanasia psichiatrica,  detta anche " Morte indolore ", dei deboli di mente di qualsiasi età. Il decreto legge è datato 1° settembre 1939, l’inizio ufficiale della Seconda Guerra Mondiale.

Per varare il decreto di Hitler, gli psichiatri crearono una macchina di sterminio ultrasegreta chiamata " Operazione T4 ", che prende il nome dall’indirizzo dal loro quartier generale a Berlino in Tiergartenstrasse 4.

Cinquanta periti prescelti, alcuni dei quali erano rinomati psichiatri, valutavano i moduli di ammissione degli ospedali e decidevano chi sarebbe vissuto o morto.

Fra tali periti c’erano Werner Villinger , Friedrich Mauz e Friedrich Panse , ognuno dei quali occupo la carica di presidente nella nostra associazione durante il periodo post-bellico.

 Prof. Frank Shneider , presidente DGPPN

Al fine di facilitare gli omicidi, sei ospedali psichiatrici ( Hartheim, Grafeneck, Hadamar, Pirna, Bernburg e Brandeburgo) furono trasformati in centri di sterminio ufficiali dove si potevano prelevare le vittime prelevate dai manicomi in Germania.  Per mantenere la segretezza, coloro che erano destinati alla morte, venivano prelevati dai manicomi di prima mattina quando era ancora buio.

I pazienti designati alla morte venivano prelevati dagli ospedali nei bus grigi che ora simboleggiano le uccisioni, e condotti ad uno dei sei ospedali psichiatrici forniti di camere a gas. Le strutture mediche divennero perciò centri di sterminio. La cura si trasformò in sterminio.

Gli psichiatri supervisionavano il trasporto e l’uccisione dei pazienti affidati alla loro cura. 

Prof. Frank Shneider , presidente DGPPN

Per gli psichiatri, l’uccisione era lucrativa. Un ospedale poteva assassinare un paziente e continuare a fatturare alle famiglie,  usando certificati di morte postdatati. Ottenevano denaro anche vendendo l’oro dei denti delle vittime decedute. Lo sterminio divenne così depravato ad Hadamar, che tennero una celebrazione per la cremazione del 10.000° paziente.

Nel complesso, 70.273 persone considerate " vite indegne di essere vissute " vennero sterminate, negli ospedali di Hadamar,  Hartheim e Brandeburgo fino all’agosto 1941, quando la crescente indignazione pubblica costrinse il governo nazista a porre fine al programma T4. Ancor prima della Shoah, l’olocausto nazista.

Nonostante  l’ordine di Hitler di smettere, gli psichiatri continuarono la loro frenesia omicida, uccidendo di nascosto altri 230.000 pazienti psichiatrici.

Ma l’uccisione di coloro che gli psichiatri consideravano inferiori era appena cominciata. In effetti quando Hitler decise di trasferire le uccisioni ai campi di concentramento per eliminare i malati, gli anziani e quelli considerati "non idonei al lavoro", fece ricorso ai più eminenti psichiatri tedeschi. E lo stesso per il programma teso per l’eliminazione degli ebrei.

Irene Leitner , direttrice dell’ Hartheim Memorial , così descrive la situazione che si era creata:

Molti dell’Operazione Reinhard in Polonia - ossia lo sterminio degli ebrei europei in Polonia – stavano già lavorando nella struttura per l’eutanasia ad Hartheim.

Ciò significa che c’è un collegamento diretto fra il programma dell’eutanasia e l’Olocausto.

Coloro che rivestivano posizioni di rilievo qui ad Hartheim, più tardi occuparono posizioni di rilievo nei campi di sterminio come ad esempio Soibor o Treblinka. Penso che sia di vitale importanza mostrare questa correlazione: venne trasferito non solo il personale ma anche la tecnologia.

La conoscenza che avevano acquisito negli ospedali per l’eutanasia con gli omicidi di massa, venne introdotta nei campi di sterminio e adottata come parte dell’Operazione Reinhard

Paul Nitshce , Psichiatra T4, descrivendo lo sterminio che venne effettuato nei campi di concentramento affermo:

Lo screening nei campi di concentramento veniva condotto in base allo stesso criterio e agli stessi moduli di ammissione degli ospedali psichiatrici.

Dagli 11 ai 17 milioni di persone vennero uccise durante la Shoah , tutte considerate eugeneticamente "inferiori" e destinate alla morte.

Gli psichiatri progettarono l’intera macchina.

Fonte: Informazioni tratte dal documentario "L'era della Paura"

NOTA: Il discorso completo del Prof Frank Schneider era presente sul sito ufficiale DGPPN (Associazione Tedesca di Psichiatria, Psicoterapia e Malattie Psicosomatiche e Nervose). Ora può essere letto qui. Un estratto in Italiano può essere scaricato cliccando qui.

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