Quarantadue anni dalla chiusura dei manicomi

Pubblicato Gio. 14/05/2020 - 08:41
Franco Basaglia

Il 13 maggio 1978 il Parlamento approvava la legge 180
Per qualcuno, una mossa da Gattopardo.

Nella seconda metà degli anni 70 il clima politico e culturale italiano era pronto per una radicale revisione del sistema di occuparsi dei cosiddetti ‘alienati’ (così li chiamava la legge allora in vigore). I Radicali ottennero le firme necessarie per un referendum mirato alla chiusura dei manicomi, e il parlamento rispose con una manovra per vanificarlo, chiudendo formalmente i manicomi, ma trasferendo le loro competenze agli ospedali.

La riforma viene ricordata col nome di Basaglia ma lui non l’aveva ispirata, scritta né approvata. Anzi, l’aveva apertamente criticata, cercando di dissuadere Bruno Orsini, il vero autore della legge, dall’istituire il TSO e dal riproporre la logica manicomiale in ambito sanitario.

In un’intervista rilasciata al giornalista Franco Giliberto e pubblicata sul quotidiano ‘La Stampa’ Basaglia, pur manifestando una moderata soddisfazione per aver superato la vecchia legge Giolitti, Basaglia espresse così le sue perplessità:

E’ una legge transitoria, fatta per evitare il referendum, e perciò non immune da compromessi politici. Ora bisognerà lottare perché nella discussione sulla riforma sanitaria tanti aspetti farraginosi, ambigui, contraddittori di questa legge siano portati alla ribalta e cambiati. …  Ma attenzione alle facili euforie. Non si deve credere d’aver trovato la panacea a tutti i problemi dell’ammalato di mente con il suo inserimento negli ospedali tradizionali.

La nuova legge cerca di omologare la psichiatria alla medicina, cioè il comportamento umano con il corpo. E’ come se volessimo omologare i cani con le banane.

Facciamo l’esempio di chi ha un tumore, o una febbrona o il verme solitario. Se va a finire all’ospedale, c’è la ricerca della causa del suo male, e in certi casi il ricovero s’impone (malattie molto contagiose). Ma se ricoveri - cioè togli la libertà - a una persona perché ha pensieri bizzarri o disturbi psichici, perché lo fai? A che cosa si riferisce quel ricovero? Che cosa può voler dire “grave alterazione psichica”? … Negli ospedali ci sarà sempre il pericolo dei reparti speciali, del perpetuarsi di una visione segregante ed emarginante.

Questa profezia pesa oggi come un macigno sulla psichiatria italiana. I casi di abuso di TSO riferiti dalla cronaca, a volte perfino aggravati dal decesso del malcapitato, mostrano chiaramente, al di là degli slogan e delle etichette, quale fosse il vero principio ispiratore della legge: cambiare tutto per non cambiare niente. 

Proprio la settimana scorsa un video postato su YouTube ha evidenziato un TSO palesemente immotivato, quello di Dario Musso, avvenuto a Ravanusa nell’agrigentino. Dario girava per il paese in auto, armato di megafono, esternando ai suoi concittadini alcune sue perplessità sull’emergenza covid-19, quando è stato immobilizzato, sbattuto a terra, sedato e portato con la forza all’ospedale di Canicattì in cui, secondo il resoconto da lui stesso fatto al fratello avvocato, è stato rinchiuso, sedato e legato per quattro giorni. Dario si aspettava una multa per violazione del DPCM, non un TSO per aver manifestato le sue opinioni.
Apprendiamo che la Procura di Agrigento ha aperto un’inchiesta sulla vicenda. Staremo a vedere, ma nel frattempo esprimiamo qualche preoccupazione per questa deriva degli psichiatri come poliziotti del pensiero.

Sembra quasi che la trasformazione del comportamento umano in malattia, paventata da Basaglia, fece uscire i ‘matti’ dai manicomi, ma in un certo senso fece uscire anche i loro custodi: da allora gli psichiatri hanno assunto posizioni di grande influenza in quasi tutti i settori più importanti della società: sanità, scuole, tribunali, servizi sociali, consultori, mondo del lavoro.

Oggigiorno, persino l’ansia e le preoccupazioni derivanti dall’epidemia di covid-19, e dalle brutte notizie trasmesse quotidianamente (reazioni del tutto normali, e niente affatto patologiche, date le circostanze) sono classificate come ‘disturbo da adattamento’ e usate per chiedere ulteriori poteri e fondi, e aumentare l’influenza psichiatrica nella società.

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