Ragazza strappata e internata per la “diagnosi” di un’educatrice

Pubblicato Mar. 23/07/2019 - 16:05
Ragazza strappata e internata

Non solo Bibbiano: 17enne strappata alla mamma e internata in una comunità psichiatrica dopo la relazione dell’educatrice. Giovedì verrà sentita dal giudice. CCDU: manifesteremo!

Torino.Giovedì prossimo alle 10.30.
Giulia (nome di fantasia), una ragazza di diciassette anni prelevata contro la sua volontà due mesi fa dietro segnalazione dei servizi sociali e “reclusa” in un CTM (praticamente un manicomio per minori) in provincia di Asti, sarà ascoltata da un Giudice della Corte di Appello di Torino.

La ragazza, che a scuola è ben inserita, ha un buon profitto e molti amici, è stata strappata alla sua famiglia a causa della relazione redatta da un'educatrice: infatti è un anno e mezzo che non vede nessuno psichiatra. Dopo il decreto di allontanamento basato su questa relazione, una psichiatra, che come riferisce la madre ha visto la ragazza più di un anno fa, ha richiesto l’uso della forza pubblica in una nota con intestazione della ASL di Torino. Questo fatto, che è all'origine di allontanamento coatto alla presenza di un numero di operatori e di agenti delle forze dell'ordine superiore a quello per l'arresto di Totò Riina, se confermato potrebbe configurarsi come reato. 

Ora Giulia è tenuta segregata e non può comunicare con nessuno, nemmeno con la sua famiglia, poiché le è stato tolto a forza il telefono cellulare. La madre riferisce che le poche (due) volte che ha potuto mettersi in comunicazione con lei, la ragazza non ha fatto che piangere e disperarsi, dicendole che le stavano somministrando psicofarmaci e che voleva tornare a casa.

La madre, nonostante sia assistita da un legale, è disperata ed è stata resa totalmente impotente da tutto questo intricatissimo sistema.

Gli amici di famiglia e il CCDU hanno creato un gruppo Facebook per sostenere la ragazza e la famiglia (Aiutiamo la bambina strappata e internata) che in poche ore ha raggiunto quasi 1.000 iscritti con decine di cartelli di sostegno postati sui social e in giro per la città. 

Chiediamo a tutti di partecipare alla manifestazione, giovedì 25 luglio, davanti al Tribunale di Torino, Corso Vittorio Emanuele II 130, dalle 10.00 alle 12.00 circa, per chiedere giustizia per questa bambina e per la famiglia ed il suo immediato ritorno a casa. Chiediamo anche che venga avviata un’indagine per verificare le responsabilità penali e deontologiche dei professionisti coinvolti, in particolare la psichiatra della ASL e la psichiatra della comunità.

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