I ragazzi restano a casa. Chi ha sbagliato paghi

Pubblicato Sab. 27/07/2019 - 13:54
Manifestazione Jesolo Io sto con i Bambini Strappati

CCDU: soddisfazione ma manifesteremo perché chi ha sbagliato deve pagare. Miraglia: che cosa è cambiato? E, se i ragazzi non fossero scappati.

Venezia. Potranno restare a casa i due ragazzi di Jesolo che pochi giorni fa erano scappati dalla comunità in cui erano stati rinchiusi nove mesi fa quando erano stati strappati con la forza dalla famiglia (con tanto di porta sfondata) da una ventina di agenti, assistenti sociali ed operatori.

Il Tribunale per i minorenni di Venezia con decreto 352/2016 RR del 23 luglio 2019 ha riconosciuto il loro diritto agli affetti familiari. Potranno dormire a casa tra le braccia dei loro amati genitori e dovranno frequentare un centro diurno.

L’avvocato della coppia, Francesco Miraglia ha commentato così il provvedimento:

Sono soddisfatto della decisione del Tribunale di sposare le nostre tesi. Tuttavia mi sorge un dubbio atroce.

Ma che cosa è cambiato rispetto a nove mesi fa?

Il provvedimento odierno poteva essere emesso nove mesi fa senza causare un trauma ai ragazzi e risparmiando decine di migliaia di euro dei contribuenti che sono finite nelle casse di una struttura educativa privata.

Se i ragazzi non fossero fuggiti forse sarebbero ancora lì e nessuno si sarebbe mosso per ascoltarli e verificare gli effetti di questo provvedimento autoritativo.

Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani è stato lieto di apprendere la notizia che i ragazzi potranno restare a casa con i loro cari, come sancito dalla legge italiana, dalle convenzioni internazionali e soprattutto come raccomandato all'Italia nelle osservazioni del Comitato dei Diritti del Fanciullo dell’ONU del 28 Febbraio 2019.

Già nove mesi fa avevamo criticato l’esecuzione di un provvedimento invasivo e altamente lesivo dei diritti dei ragazzi. Ringraziamo il Tribunale per questa decisione. Tuttavia abbiamo manifestato ugualmente per chiedere fermamente che chi ha sbagliato paghi. La psicologa dei Servizi Territoriali, che ha promosso questo provvedimento coercitivo e non avrebbe vigilato sulle condizioni di cattività dei ragazzi, costretti a scappare per manifestare la loro volontà, dovrebbe essere chiamata a rispondere del suo operato, altrimenti questi abusi continueranno ad accadere.

Le persone presenti alla manifestazione hanno mostrato cartelli in cui si chiedeva di rimuovere gli psichiatri dai tribunali, di porre fine alla filiera diagnostica psichiatrica alla base delle sottrazioni illecite e di punire i responsabili di queste violazioni dei diritti umani. Presenti anche alcune mamme, papà, nonni e familiari che hanno raccontato la loro triste storia. Chiederemo giustizia anche per loro.

Non è solo Bibbiano.

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