Ragazzo in psichiatria: le autorità abbandonano la famiglia

Pubblicato Mer. 30/11/2016 - 14:26
Ragazzo in psichiatria: le autorità abbandonano la famiglia

San Donato Milanese: dopo che i genitori si sono rivolti al Ministro degli Affari Esteri russo e alla stampa per essere ascoltati, i Servizi, la UONPIA e la Comunità hanno annullato tutti gli appuntamenti con la famiglia senza dare alcuna spiegazione.

(Nota: vedi anche Minore tenuto in comunità psichiatrica per 12 mesi contro la sua volontà

CCDU: lanceremo una campagna per tutelare questo ragazzo.

“Si comunica che non avrà luogo l'incontro previsto in quanto sono venuti meno i presupposti sulla base dei quali lo stesso era stato organizzato.”

Con questa laconica comunicazione i servizi sociali di San Donato Milanese hanno annullato l’ultimo incontro con la famiglia di un ragazzo, senza dare alcuna spiegazione né proporre una nuova data. Di fatto, ad oggi i Servizi hanno cessato tutti i rapporti con i genitori. Anche l’appuntamento con la neuropsichiatra infantile della comunità dove è inserito il ragazzo è stato disdetto. Come diceva Andreotti, a pensar male si fa peccato, ma questa sembra davvero una ritorsione per la decisione della famiglia di rivolgersi al Ministro degli Affari Esteri russo (il ragazzo è un cittadino russo) e alla stampa.

La notizia del ragazzo strappato alla famiglia e collocato in una comunità ad alto contenimento dove è imbottito di psicofarmaci, aveva attirato l’attenzione della stampa locale e nazionale. La famiglia, infatti, preoccupata per le recenti notizie sul Centro Paolo VI di Casalnoceto dove è collocato il figlio, e dopo aver tentato invano di informare operatori e professionisti (anche attraverso l’intervento di un neuropsichiatra infantile) riguardo gli esiti disastrosi del progetto redatto per loro figlio, ha deciso di rivolgersi alla stampa e al Ministro degli Affari Esteri russo. Ma invece di aiutare la famiglia e il ragazzo, la risposta delle autorità è stata quella di cancellare tutti gli incontri, abbandonando di fatto il ragazzo e la famiglia al loro destino.

L’avvocato della famiglia, Francesco Miraglia del foro di Roma, ha inviato una richiesta per avere un appuntamento urgente, ma finora non ha ricevuto alcuna risposta.

“Mi preoccupa che un Servizio Sociale e la UONPIA locale stiano assumendo simili condotte. Se un genitore si rifiutasse di partecipare a degli incontri programmati senza dare alcuna spiegazione, verrebbe tacciato di essere non collaborativo e inadeguato.

Da un Servizio Sociale e da un’Unità Operativa Sanitaria mi aspetterei ben altro atteggiamento.

È inammissibile che il Servizio Sociale invece di mettersi a fianco alle famiglie, ai genitori, ai minori, si metta al di sopra delle parti con l'arroganza di essere fuori da ogni controllo e da ogni responsabilità.”

In seguito agli ultimi incredibili sviluppi, il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus ha deciso di indire una campagna informativa e di raccogliere le sottoscrizioni dei cittadini locali al fine di ottenere una reale tutela per questo ragazzo.

“Ricordiamo che quest’adolescente è ricoverato ormai da più di un anno contro la sua volontà in una struttura psichiatrica ad alto contenimento.

Da quando è collocato lì è più calmo, ma assieme all’aggressività se ne sta andando anche la sua voglia di vivere: sta lentamente perdendo i sogni e le aspirazioni di un ragazzo della sua età.

Ha chiesto più volte la cessazione degli psicofarmaci, ma gli vengono somministrati ugualmente.

Ha implorato di poter tornare a casa, ma anche qui non è stato ascoltato.

Non è un criminale e non ha commesso reati, eppure viene privato della libertà personale e della libertà di scelta terapeutica. La sua unica colpa è quella di avere un disagio.

Invece di aiutarlo con amore, ascolto e comprensione, si usa la coercizione e l’isolamento secondo i dettami di vecchie teorie basate sulla pedagogia nera.”

Il primo tavolo informativo e di raccolta firme è stato tenuto sabato scorso in Piazza Bobbio a San Donato Milanese dalle 15 alle 17.30, con una buona risposta da parte della cittadinanza indignata.

Continueremo TUTTI i sabati, sempre in Piazza Bobbio con gli stessi orari, e in centro a Milano in località da definirsi, a partire da sabato 3 dicembre.

Il CCDU invita tutta la cittadinanza a fermarsi ai nostri stand per avere maggiori informazioni e sottoscrivere la petizione al Sindaco. Una volta raggiunto un numero congruo di firme ci recheremo dal Sindaco per chiedere giustizia e un aiuto concreto per questo suo concittadino.

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