I rischi connessi alla medicalizzazione della scuola

I rischi connessi alla medicalizzazione della scuola

Milano - Lunedì 15 maggio presso Novotel di Viale Suzzani, si è tenuto il convegno: "Medicalizzazione della scuola - Rischi connessi".

Rivolto a genitori, insegnanti, educatori, pediatri e tutti gli interessati all'argomento e alla salute dei bambini di oggi che saranno i leader di domani; l’evento ha suscitato grande interesse e partecipazione da parte del pubblico.

"Dietro l'epidemia di disturbi mentali in età scolare c'è un'operazione di marketing, ideata dall'industria farmaceutica multimilionaria e sostenuta dall'élite psichiatrica".

Non usa mezze parole Alberto Brugnettini, nel corso del suo intervento al Convegno.

L'evento è stato organizzato dal Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani (CCDU) - una onlus con uno scopo molto ambizioso: "Riportare la psichiatria nell'ambito della legalità".

I numeri parlano chiaro: le diagnosi di DSA sono triplicate in 4 anni nel nostro Paese: da 65.000 nel 2011 a 186.000 nel 2015.

Brugnettini, che del CCDU è uno dei dirigenti, spiega meglio la sua affermazione:

"In Italia stiamo assistendo a un autentico boom di certificazioni di DSA - i Disturbi Specifici dell'Apprendimento, come dislessia, disortografia, disgrafia e discalculia.

Sebbene queste diagnosi non comportino di per sé un trattamento farmacologico, aumentano i congressi e le pubblicazioni - in gran parte sponsorizzati dall'industria farmaceutica - in cui i neuropsichiatri infantili vengono spinti a cercare l'eventuale co-presenza di altri disturbi mentali nei bambini dislessici e discalculici; disturbi che, una volta diagnosticati, farebbero scattare il distributore di pillole."

Secondo la dottoressa Maria Pia Onofri, neuropsichiatra infantile, pediatra e psicoterapeuta, con esperienza pluridecennale del settore specifico, l'appiattimento della psichiatria sul modello USA sta producendo effetti negativi:

"La medicina, e la psichiatria in particolare, ha perso di vista la persona nel suo complesso (psiche e corpo inserito in un contesto sociale), per ridursi a diagnosi frettolose, spesso basate su test il cui risultato è fortemente influenzato dal giudizio arbitrario di chi li esegue.

Una volta la scuola era chiusa, e non demandava al medico le sue funzioni. A volte diamo allo psicologo delle competenze che non ha.

I problemi della didattica si risolvono con i metodi della didattica, secondo gli insegnamenti di Montessori, Piaget, Freud, Rousseau ecc. - La gatta per fare in fretta fa i gattini ciechi, mentre il neuropsichiatra frettoloso fa i bambini ADHD."

Ha concluso i lavori Cinzia Bossi, insegnante che da vent'anni rema controcorrente:

"Possibile che da quando c'è la legge 170 ci sia stato questo boom di studenti affetti dal disturbo specifico dell'apprendimento? Sono stati scoperti improvvisamente, come se fossero sbarcati da un altro pianeta nottetempo."

Cinzia Bossi ha chiuso citando Frank Furedi, Professore Emerito di Sociologia presso l'Università di Kent:

"Se l'attuale tendenza continua, presto ci sarà poca differenza tra una scuola e una clinica per malattie mentali... se consideriamo le sfide della vita come un'esperienza cui i bambini non possono far fronte, i ragazzi raccoglieranno il messaggio e le considereranno con terrore. T

uttavia, se la finiamo di giocare a fare il dottore e il paziente e aiutiamo invece i bambini a sviluppare la loro forza attraverso l'insegnamento creativo, allora i piccoli inizieranno a tener testa alle situazioni... proteggere i bambini dalla pressione e dalle nuove esperienze rappresenta una mancanza di fiducia nel loro potenziale di sviluppo attraverso nuove sfide".

Al termine del convegno un pubblico attento ha impegnato per un'ora i relatori con domande pertinenti, complimentandosi per la chiarezza delle informazioni fornite e chiedendo di ripetere il convegno anche in altre sedi.