Ho salvato mia figlia dalla comunità

Submitted on Ven. 23/06/2017 - 08:40
Ho salvato mia figlia dalla comunità

Ad aprile rischiava l'allontanamento, ora è tutto risolto. CCDU: alcuni allontanamenti sono dovuti a povertà perché le famiglie non possono prendere un consulente; lo Stato deve intervenire.

Genova. Oggi ci è arrivata la lettera di una mamma. La pubblichiamo per segnalare una criticità e una possibile soluzione nel campo della tutela minorile.

"Spettabile Comitato per i Diritti Umani (CCDU) Onlus,
Ad aprile di quest'anno mi sono trovata a vivere un dramma.

Ho una figlia di 14 anni che per motivi di salute aveva fatto molte assenze.

A dire dell'assistente sociale doveva entrare in una struttura perché, anche se nell'anno corrente era andata a scuola, era preferibile una comunità e l'allontanamento dalla mamma, nel caso ricominciasse a non andare a scuola.

Mi sono subito messa a girare. Prima sono stata dal Garante dell'infanzia che non mi ha dato speranze. Poi ho parlato con un avvocato che mi ha chiesto una cifra per me non accessibile.
Non avevo più fiducia nell'assistente sociale, ma mi stavo rassegnando ad accettare quell'ingiustizia per paura di conseguenze persino peggiori.

Ho quindi telefonato a Paolo Roat del CCDU. Mi sono subito sentita capita, lui ha dimostrato empatia. Mi ha seguita durante tutto quel brutto periodo facendomi conoscere le leggi a riguardo.
Questa conoscenza della legge e dei nostri diritti mi ha permesso di comunicare con l'assistente sociale con il suo stesso linguaggio.

Sono riuscita a farle capire il mio punto di vista.  E abbiamo ristabilito la fiducia che si era spezzata.

Ora mia figlia non è più stata allontanata e vive ancora con me!

L'aiuto del CCDU è stato fondamentale.
GE, 22.06.17 Una mamma."

Paolo Roat, Responsabile Nazionale Tutela Minori del Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani (CCDU) Onlus, è deciso ad andare fino in fondo:

Nel caso di questa famiglia, ci siamo limitati a fornire gli strumenti necessari, mettendoli in condizioni d'interagire consapevolmente con i funzionari incaricati del loro caso. In questo modo è stato evitato un allontanamento ingiusto e, cosa più importante, un grave trauma alla ragazzina.

All'interno del nostro comitato - prosegue Roat - la cui funzione è di denunciare gli abusi e riformare il campo della salute mentale, il mio dipartimento si occupa specificamente dei bambini, spesso vittime di abusi riconducibili all'ideologia e alla pratica psichiatrica.

Pochi lo sanno, ma molti dei casi in cui un minore viene allontanato dai genitori per essere affidato a case famiglia non sono motivati da gravi episodi di violenza o abusi in famiglia, ma da inadeguatezza genitoriale quando non da indigenza della famiglia (e si preferisce pagare i costi esorbitanti delle case famiglia piuttosto che aiutare i genitori con un supporto economico ben inferiore - con maggiore felicità dei bambini coinvolti e gran risparmio di denaro pubblico).

Questi allontanamenti facili sono il risultato di teorie che tendono a de-umanizzare il bambino, i cui problemi sarebbero dovuti a cosiddetti disturbi mentali (suoi o dei genitori) da risolvere con metodi drastici.

Sul nostro sito abbiamo stilato delle linee guida per permettere alle famiglie di difendere i loro figli dagli allontanamenti facili o superficiali, ma queste informazioni non sono sufficienti, e non tutte le famiglie sono in grado di capirle fino in fondo. Molti allontanamenti si potrebbero evitare istituendo una nuova figura: il Tutore Famigliare. Questo professionista dovrebbe subentrare nel caso in cui la fiducia verso i servizi si fosse spezzata o quando si prospettasse l'ipotesi di un allontanamento coatto.

Dovrebbe stare dalla parte della famiglia con funzione di critica costruttiva e, secondariamente, di intermediazione. Dovrebbe aiutare i servizi e le famiglie a "parlare la stessa lingua" - come abbiamo fatto noi con questa mamma - per evitare allontanamenti dovuti a incomprensioni e pregiudizi.

Il Comune dovrebbe accantonare un apposito fondo, ma la scelta del professionista dovrebbe essere a totale discrezione della famiglia. Si eviterebbe il trauma dell'allontanamento a molti bambini, con grande beneficio anche per la finanza pubblica.

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