Scappa dalla comunità e torna a casa

Pubblicato Gio. 19/11/2015 - 09:27
Scappa dalla comunità e torna a casa

Ore di angoscia per i genitori. CCDU: in pericolo perché non è stata ascoltata

Trento. Oggi è trapelata la notizia della fuga di una ragazzina da una comunità di Milano e della sua avventura spiacevole ma, fortunatamente, a lieto fine. La ragazza (chiamata Stella dai giornalisti) era salita agli onori della cronaca quando nel maggio scorso aveva registrato di nascosto un'assistente sociale, e il suo comportamento riprovevole. E ieri Stella, uscendo da scuola, invece di tornare in comunità ha preso il treno ed è arrivata a Trento, dove è stata accolta dai familiari preoccupati, (nel frattempo erano stati allertati dalle forze dell'ordine).

La notizia non è stata diffusa dalla famiglia e neppure da noi. La famiglia, al momento, preferisce mantenere il riserbo sulla vicenda, dato anche il comportamento positivo dei servizi sociali di Trento che hanno ascoltato e compreso le richieste della ragazza e della famiglia e che, a differenza del precedente servizio, stanno realmente aiutando.

Come abbiamo già denunciato in risposta ad alcuni giornalisti, è sta messa in pericolo una minore, che ha scelto di ricorrere a mezzi estremi e potenzialmente pericolosi, solo perché nessuno l'ha ascoltata. Purtroppo non è l'unico caso. A Trento e in tutta Italia, sulla stampa, su Internet e nei Social Network, abbiamo avuto modo di leggere decine di casi simili; ragazzi e ragazze scappati dalle comunità per tornare a casa e poi ricondotti nella comunità da cui erano scappati; per poi scappare di nuovo. Solo in pochi casi il giudice e i servizi sociali ascoltano questi minori e li lasciano stare a casa. Molti di questi ragazzi sono stati tolti alle famiglie senza reali abusi: spesso, le motivazioni sono psicologiche, come ad esempio la nefasta "incapacità genitoriale".

Eppure né i giudici, né gli assistenti sociali si rendono conto della situazione. Se un ragazzo arriva al punto di scappare dalla comunità forse la valutazione dello psichiatra e dello psicologo non era poi così giusta. Perché chiede di tornare in famiglia? Perché scappa per tornare a casa?

I minori andrebbero ascoltati di più, e ascoltati veramente, senza il pregiudizio psicologico secondo cui la volontà del minore sarebbe necessariamente frutto di condizionamenti familiari. Queste sono psico-baggianate: vanno a discapito dei minori e ingrassano le tasche delle case famiglia, dei professionisti incaricati delle perizie, degli psicologi impegnati nei percorsi di supporto ai bambini allontanati o degli avvocati che difendono le famiglie contro questi abusi.

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