Caso Stella: lo psicologo si ritira

Submitted on Sab. 14/11/2015 - 10:01
Caso Stella: lo psicologo si ritira

Dopo la richiesta di spiegazioni della mamma il consulente si ritira dal caso

Trento. Lo psicologo chiamato per una consulenza tecnica d'ufficio (CTU) sulla famiglia di Stella, la ragazza salita all'onore delle cronache per aver registrato di nascosto un'assistente sociale ora sotto inchiesta da parte dell'Ordine, ha presentato ieri le sue dimissioni sostenendo di non avere la necessaria serenità per seguire il caso, a seguito di una richiesta di spiegazioni da parte della mamma. Questa è la lettera inviata dalla mamma al Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus in cui ci informa del comportamento di questo professionista:

"Spettabile CCDU, vorrei segnalarvi quanto successo alcuni giorni fa in una telefonata con il dottor ... Poiché sapevo che era stato nominato come CTU su mia figlia Stella e avevo visto su Internet che due famiglie avevano denunciato uno psicologo che poteva essere lui, ho chiamato per avere spiegazioni.

Lui al telefono è stato scortese, mi ha parlato sopra e ha detto che non sapeva niente.

L'altro giorno ho scoperto invece che era stato nominato e che si era ritirato dal caso.

Ritengo questo comportamento molto negativo da parte di un consulente che dovrebbe valutare altre famiglie e per questo ho deciso di farvelo sapere.
Mamma di Stella"

Come riferito dalla stampa a più riprese, questo non è l'unico caso di perizie a dir poco questionabili.

Ricordiamo il caso della psicologa con un possibile conflitto di interessi con l'avvocato dell'ex marito, il caso dello psichiatra in ciabatte, il recente caso del consulente d'ufficio con un possibile conflitto di interesse con il consulente di parte dell'ex coniuge. Ciò dipende in larga misura dalla discrezionalità e mancanza di criteri scientifici certi di queste discipline.

Questo può portare ad abusi drammatici sui minori con valutazioni che, ad esempio, hanno portato all'allontanamento per il "troppo amore" verso il figlio, perché il papà è emotivamente lontano dal figlio o perché la ragazza "sublima nell'arte la sua sofferenza"; Certo abbiamo dovuto semplificare la descrizione delle valutazioni, ma abbiamo effettivamente avuto modo di leggere queste cose nelle perizie.

Perizie che poi si tramutano in tragiche sentenze a causa del sostanziale appiattimento di molti giudici su tali valutazioni soggettive.

Chiediamo alle autorità, e in particolare al Tribunale, di prestare maggiore attenzione ai professionisti nominati, al fine di evitare gli esiti drammatici derivanti da possibili conflitti di interesse, pregiudizi o semplice mancanza di professionalità. Ci auguriamo anche che tali perizie non vengano prese come oro colato ma come semplici valutazioni.

Continueremo tuttavia a lottare al fine di separare la giustizia minorile da discipline come la psichiatria e la psicologia, per evitare gli esiti drammatici che sono purtroppo inevitabili data la sostanziale discrezionalità di queste discipline.

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