Strappato con una telefonata: lettera aperta al Sindaco

Pubblicato Mer. 21/03/2018 - 14:35
Strappato con una telefonata - lettera aperta al Sindaco

Pubblichiamo la seguente lettera che è stata inviata al sindaco di un Comune della Provincia di Ferrara. Ci auguriamo possa aiutare a risolvere la situazione.


Gentile Sindaco di...,
abbiamo appreso con sgomento la notizia riportata dai giornali locali di un bimbo strappato alla mamma e affidato a un’altra famiglia dopo una telefonata del compagno ai carabinieri. Secondo la ricostruzione della stampa, l’ex compagno della mamma avrebbe chiamato per una questione di gelosia, e in seguito, querelato dalla madre, ha ritrattato; eppure secondo l’articolo 403 il figlio sarebbe stato tolto alla madre, senza alcuna motivazione [accertata].

Come ha ricordato l’avvocato della mamma Francesco Miraglia, il Tribunale dei minori di Bologna avrebbe accolto le motivazioni dei servizi sociali basate su fatti travisati e non corrispondenti al vero, senza accertare la verità e affidando il minore ad un’altra famiglia.

Ancora più grave pare essere stato il comportamento della psicologa che ha sospeso gli incontri del bambino con la mamma per una supposta “disfunzione di attaccamento verso la mamma”. Pare che dopo gli incontri il bambino risponda male ai nuovi “genitori” (che per lui sono dei perfetti sconosciuti). Secondo la psicologa questo comportamento sarebbe legato al rapporto compromesso con la madre, e non al fatto che soffre per il distacco dalla mamma che ama, per tornare da degli estranei. Sulla base di queste supposizioni soggettive di natura psichiatrica, che appaiono pregiudizievoli e superficiali e non suffragate da alcun dato oggettivo, la psicologa ha sospeso gli incontri, col rischio di causare ulteriori turbe al bambino.

Come abbiamo avuto modo di denunciare in varie occasioni, in particolare anche nella città di Ferrara alcuni anni fa, tramite valutazioni – per loro stessa natura soggettive e opinabili – alcuni psichiatri, psicologi e persino assistenti sociali, con una formazione inadeguata o scarsa competenza in campo minorile o famigliare, possono indurre il Tribunale dei minori a prendere provvedimenti drastici e drammatici, allontanando i figli alla famiglia, collocandoli in comunità tutelari per minori, mettendoli poi sotto indagine, analisi e quant'altro. La famiglia, nella maggioranza dei casi, è totalmente impotente di fronte a questo sistema che opera con l’ausilio, se i genitori si rifiutano, della forza pubblica.

Le segnalazioni della stampa sui Servizi Sociali e sulla psicologa sono molto gravi e gettano gravi ombre sul loro comportamento. A nostro avviso ciò necessita di un’investigazione urgente dato che qualsiasi ulteriore ritardo rischierebbe di causare danni gravissimi a un bambino innocente. Da parte nostra, siamo determinati a seguire tutte le possibili vie per ripristinare la normalità per questo bambino.

In attesa di un suo cortese riscontro le porgiamo i nostri più distinti saluti.

Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani (CCDU) Onlus
 

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