Vendere il Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività

Pubblicato Dom. 05/01/2014 - 09:20
Vendere il Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività

USA - Dopo oltre 50 anni in prima linea nella lotta per legittimare il Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività, Keith Conners poteva festeggiare: molti bambini gravemente iperattivi e impulsivi, in passato respinti come semi del male, sono ormai riconosciuti come affetti da un problema neurologico reale. Medici e genitori hanno ampiamente accettato farmaci anfetaminici (Ritalin, Adderall e Concerta ecc.) come metodo per sedare i tratti del classico ADHD e aiutare i giovani a riuscire a scuola e nella vita.

Ma il dottor Conners non si sentiva trionfante questo autunno quando ha affrontato un gruppo di colleghi specialisti nell'ADHD di Washington: i recenti dati dei Centri per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie mostrano come la diagnosi sia stata fatta al 15% dei bambini in età di scuola superiore, con 3,5 milioni di bambini sottoposti a trattamento per ADHD (erano 600.000 del 1990). Ha quindi investigato questo aumento dei tassi di diagnosi e l'ha definito "un disastro nazionale di proporzioni pericolose".

I numeri lo fanno sembrare un'epidemia. Beh, non lo è. È assurdo" ha affermato il dottor Conners, psicologo e professore emerito presso la Duke University, aggiungendo in una successiva intervista: "Questo è un intruglio di giustificazioni per somministrare il farmaco a livelli senza precedenti e ingiustificabili.

La crescita delle diagnosi di ADHD e delle prescrizioni per stimolanti nel corso degli anni ha coinciso con una campagna di due decenni di grande successo ad opera delle aziende farmaceutiche per pubblicizzare il disturbo e promuovere le pillole a medici, educatori e genitori. Con il mercato dei bambini in piena espansione, l'industria farmaceutica sta ora impiegando tecniche di marketing simili nel concentrarsi sull'ADHD negli adulti – la vera gallina dalle uova d'oro.

Persino alcuni dei sostenitori di lunga data denunciano come l'eccessivo zelo impiegato per trovare e trattare ogni bambino affetto da ADHD abbia portato troppe persone con sintomi scarsi a ricevere la diagnosi e il farmaco. Secondo un'analisi del New York Times dei dati del Centro per il Controllo delle Malattie, questo cosiddetto disturbo è ora la seconda diagnosi a lungo termine fatta più frequentemente nei bambini, battendo di poco l'asma.

Come per tutti i cosiddetti disturbi psichiatrici, non esistono test oggettivi per l'ADHD: l'Associazione Psichiatrica Americana (associazione pesantemente finanziata dall'industria farmaceutica, che redige le linee guida poi seguite in quasi tutto il mondo) ha dunque ampliato i criteri di diagnosi a dismisura, esagerando i benefici delle pillole e minimizzando i loro effetti collaterali. Si usano persino spot televisivi (legali in USA) per incoraggiare l'uso di questi pericolosi psicofarmaci anfetaminici per migliorare il rendimento scolastico. I farmaci, si afferma, servono a produrre "risultati scolastici corrispondenti alla sua intelligenza" e "alleviare la tensione familiare".

Persino fonti di informazione apparentemente neutrali passano i messaggi dall'industria farmaceutica. Medici pagati da aziende farmaceutiche hanno pubblicato ricerche e consegnato presentazioni in cui s'incoraggiano i medici ad aumentare le diagnosi, screditando le crescenti preoccupazioni sulla sovradiagnosi.

Molti medici hanno dipinto i farmaci come benigni - "più sicuro dell'aspirina" dicono alcuni - anche se in realtà possono avere pericolosi effetti collaterali e sono elencati nella stessa classe della morfina e dell'ossicodone (un oppioide) a causa del loro potenziale di abuso e dipendenza, e non mancano i cosiddetti gruppi di difesa del paziente (i cui budget operativi sono in gran parte coperti dall'industria farmaceutica) che spingono il governo ad allentare la regolamentazione di questi stimolanti.

La Food and Drug Administration ha citato ogni singolo farmaco principale per ADHD per pubblicità false e ingannevoli dal 2000, più e più volte.

Fonte articolo: http://www.nytimes.com/2013/12/15/health/the-selling-of-attention-deficit-disorder.html?_r=0

Per quanto riguarda gli effetti collaterali, il CCDU – Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani – ha raccolto i dati forniti da varie agenzie governative per la vigilanza farmacologica e quelli provenienti da ricerche pubblicate su riviste scientifiche di livello internazionale. L'elenco è impressionante, e include: menomazioni cognitive, alta pressione arteriosa, decesso, morte improvvisa, dipendenza, comportamento anormale, mania, psicosi, allucinazioni, infarto, eventi cerebrovascolari, irritabilità, e carenze epatiche.

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