Viaggiando con Cruise dentro Szasz

Submitted on Mar. 19/07/2005 - 14:10
Jeffrey A. Schaler

L'attore Tom Cruise ha creato un bel subbuglio quando, lo scorso 25 giugno, ha definito la psichiatria una "pseudoscienza", ha asserito che non esistono basi chimiche per Attention Deficit Hyperactive Disorder (ADHD), e ha detto che i farmaci anti-depressivi mascherano i problemi della vita.

Un sacco di persone sembrano aver frainteso ciò che Tom Cruise ha detto.

Cruise ha imparato molto sulla psichiatria dai lavori dello psichiatra abolizionista Thomas Szasz. Molte persone nel mondo considerano Szasz un intellettuale importante, uno le cui idee su medicina, malattia, scienza, libertà e responsabilità dovrebbero essere prese seriamente. Cruise ha letto molte opere di Szasz e lo ammira molto. Nelle sue parole riecheggiano le idee di Szasz. Szasz ha scombussolato molti psichiatri nel corso degli anni poiché egli è un membro di circoli di psichiatria e psicoanalisi che critica sé stesso.

L'Associazione Psichiatrica Americana (APA), rispondendo ai commenti fatti da Cruise durante il Today Show della NBC, afferma in un comunicato stampa datato 27 giugno che:

"La scienza ha dimostrato che le malattie mentali sono vere condizioni mediche... e che è spiacevole che un piccolo numero di individui e gruppi persistano nel metterne in discussione la legittimità [dell'apparato della salute mentale]".

Per quale motivo l'APA dovrebbe essere turbata da qualcuno che dubita della sua legittimità, che non condivide le sue idee, spiegazioni e indicazioni di comportamento in relazione alla "malattia mentale"?

La verità è che la scienza non ha mai dimostrato che le malattie mentali sono "vere" condizioni mediche, non più di quanto abbia dimostrato che l'omosessualità è una malattia. (L'omosessualità fu classificata come malattia dall'APA nel 1973, in buona parte grazie agli scritti di Thomas Szasz.) La verità è che i normali manuali sulla patologia non annoverano i disturbi mentali tra le malattie vere come cancro, artriti reumatiche, e sifilide. Come mai? Perché solo il corpo può essere malato, non il comportamento.

Le persone manifestano certamente, per una serie di motivi, comportamenti irrazionali, socialmente inaccettabili. Ma è sbagliato chiamarli malattie del comportamento. Le malattie si riferiscono a lesioni fisiche, ferite del corpo, non a comportamenti, condotta o contegno.

In altre parole, Cruise ha ragione. La verità è che non c'è alcuna evidenza per sostenere l'idea che i farmaci anti-depressivi curano o ripristinano gli squilibri chimici, anche se possono certamente aiutare le persone a sentirsi meglio riguardo se stessi. Szasz ha fatto notare questo anni fa. Questi farmaci influenzano la chimica del corpo, ma qualsiasi cosa facciamo è accompagnata da mutamenti chimici ed elettrici nel corpo.
Non possiamo riconoscere chi è depresso tramite il prelievo di sangue, l'equilibrio dei fluidi, o guardando le immagini della struttura e funzione del cervello. Non esiste una cosa come "malattia mentale" senza sintomi - eppure ce ne sono certamente quando si parla di malattie come cancro o cardiopatia.

Ciò che Szasz contesta è il forzare la gente a vedere (o a non vedere) uno psichiatra, a stare o non stare in un ospedale psichiatrico, a prendere (o non prendere) i farmaci, e a credere (o non credere) in qualsiasi specifica serie di idee. Cruise, facendo ancora eco a Szasz, ha giustamente contestato la somministrazione non consensuale di "trattamenti" psichiatrici.

Cruise ha rotto la regola: tu non devi criticare la psichiatria. Alcuni dicono che la psichiatria è una setta. Cosa turba maggiormente gli aderenti alla setta psichiatrica? Che qualcuno che attira un sacco di attenzione abbia l'ardire di indicare che l'imperatore chiamato psichiatria non ha vestiti. Questo è esattamente ciò che il Signor Cruise ha fatto. Nel fare ciò, la sua testa si erge sopra la folla, per essere sicuro, dicendo la verità al potere, e in gran parte perché poggia sulle spalle di Thomas Szasz.

Tratto da un articolo di:
Jeffrey A. Schaler, medico, psicologo, professore all'American University's School of Public Affairs. Il suo ultimo libro è Szasz Under Fire: The Psychiatric Abolitionist Faces His Critics (Open Court, Chicago, 2004). Vive in Ellicott City, Maryland.

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