L’ONU bacchetta il Consiglio d’Europa:“Stop al protocollo aggiuntivo alla Convenzione di Oviedo, viola i diritti umani”

ONU

Il Comitato ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità (CRPD) accusa formalmente gli Stati membri: sostenere o approvare questo testo costituisce una palese violazione di obblighi internazionali vincolanti.

GINEVRA /STRASBURGO – Con una presa di posizione dura e senza precedenti, il Comitato delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità (UN CRPD) ha sonoramente richiamato all'ordine il Consiglio d’Europa e i suoi Stati membri. Oggetto del pesante attacco formale è la bozza del Protocollo Aggiuntivo alla Convenzione di Oviedo (la Convenzione sulla bioetica del Consiglio d'Europa), un testo normativo volto a regolamentare il trattamento e il ricovero coatto in ambito psichiatrico.

Nel suo documento ufficiale intitolato: "Statement by the Committee on the Rights of Persons with Disabilities – Member States of the Council of Europe supporting the draft Additional Protocol to the Oviedo Convention are in breach of their obligations under the Convention on the Rights of Persons with Disabilities" l'organismo di esperti dell'ONU chiarisce in modo inequivocabile che qualsiasi Stato che appoggi o proceda con l'adozione di tale protocollo si pone in diretta violazione dei propri trattati internazionali vincolanti.

Le ragioni dello scontro: Psichiatria coercitiva vs Diritti fondamentali

Il nodo della discordia risiede nel fatto che il Protocollo Aggiuntivo promosso dal Consiglio d'Europa mira a disciplinare e formalizzare la privazione della libertà e il trattamento sanitario obbligatorio nei confronti delle persone con disabilità psicosociali e intellettive.

Secondo il Comitato ONU, questo impianto normativo è radicalmente ed insanabilmente incompatibile con la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità (UNCRPD) (ratificata da quasi tutti i Paesi europei). In particolare, il testo del Consiglio d'Europa viola:

  • Articolo 5 (Uguaglianza e non discriminazione): in quanto legittima restrizioni della libertà basate sullo stato di disabilità o salute mentale.
  • Articolo 14 (Libertà e sicurezza della persona): che sancisce che la disabilità non può in alcun caso giustificare la privazione della libertà.
  • Articolo 15 e 17 (Integrità della persona e divieto di trattamenti inumani o degradanti): poiché la terapia e l'istituzionalizzazione forzata ledono l'autonomia e la dignità umana.

Un corto circuito giuridico ed etico in Europa

L'affondo dell'ONU evidenzia un vero e proprio corto circuito normativo: mentre le Nazioni Unite promuovono un modello basato sui diritti umani, sull'assistenza territoriale, sui servizi di supporto inclusivi e sul rispetto assoluto della volontà e del consenso informato dell'individuo, il Consiglio d'Europa rischia di istituzionalizzare pratiche coercitive, creando un pericoloso e confuso doppio binario legale nel continente.

La durissima presa di posizione del Comitato CRPD si affianca all'allarme lanciato da anni dalla società civile e dai movimenti per i diritti delle persone con disabilità (tra cui l' European Disability Forum e Validity Foundation tramite la campagna #WithdrawOviedo e il CCHR Europe), che chiedono a gran voce il ritiro immediato e definitivo della bozza di protocollo.

Le richieste ufficiali dell'ONU

Il Comitato ONU invita perentoriamente il Consiglio d'Europa e i suoi Stati membri a:

  1. Ritirare e abbandonare definitivamente la bozza del Protocollo Aggiuntivo alla Convenzione di Oviedo;
  2. Riconvertire le risorse istituzionali e legislative verso la creazione di servizi di salute mentale su base volontaria, comunitari e pienamente rispettosi dell'autonomia personale;
  3. Garantire il coinvolgimento diretto e la consultazione vincolante delle persone con disabilità e delle loro organizzazioni rappresentative in ogni riforma futura.

La lettera aperta è disponibile sul sito ufficiale qui: https://www.ohchr.org/en/treaty-bodies/crpd/statements-declarations-and-observations 

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