Il Capo della ricerca sulla salute mentale USA se ne va, con uno strascico di polemiche sulle diagnosi psichiatriche

Pubblicato Mar. 27/10/2015 - 09:55
Il Capo della ricerca sulla salute mentale USA

L'Istituto Nazionale di Salute Mentale (NIMH), un ente pubblico USA che spende montagne di dollari in "ricerca sulla salute mentale", si era trovato in una tempesta di polemiche nel 2013 quando il suo direttore, Thomas R. Insel scosse la comunità psichiatrica esponendo pubblicamente la completa mancanza di scienza a supporto delle diagnosi psichiatriche.

L'estrema soggettività e opinabilità di queste diagnosi ha creato una vera e propria epidemia di disturbi mentali (e conseguenti prescrizioni) negli Stati Uniti.

Il prossimo primo novembre, dopo una permanenza di 13 anni, Insel lascerà il NIMH. Sarà ricordato per aver descritto con precisione la frode delle diagnosi psichiatriche contenute nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM - 5), rivelando la mancanza di scienza a supporto. Nelle sue parole:

"Il DSM è stato descritto come una ' bibbia' psichiatrica, ma, nella migliore delle ipotesi, non è che un dizionario: si limita a stabilire una serie di etichette e la definizione di ciascuna ... la debolezza del DSM è la sua mancanza di validità ... . A differenza delle nostre definizioni di cardiopatia ischemica, linfoma, o AIDS, le diagnosi del DSM si basano su un consenso riguardo alcuni gruppi di sintomi clinici, senza alcuna misura di laboratorio obiettiva ."

In parole povere, Insel ha svelato il segreto di Pulcinella della comunità psichiatrica: non è mai stata scoperta alcuna anomalia nel cervello che fosse direttamente collegabile a un qualsivoglia disturbo psichiatrico e, di conseguenza, non ci sono test per diagnosticarli. Nel tentativo di colmare questa lacuna, Insel ha dilapidato notevoli risorse finanziarie di NIMH (oltre un miliardo di dollari/anno ) per ottenere una "mappatura degli aspetti cognitivi, neurali e genetici dei disturbi mentali... ".

Purtroppo, questa costosa e lunga strategia non ha basi scientifiche migliori di quelle del DSM, e le ipotesi di Insel sulle anormalità biologiche del cervello cadono a pezzi. La sua linea di ricerca è intrinsecamente bacata da un controsenso: i pazienti il cui cervello veniva mappato erano selezionati tra coloro cui era stata diagnosticato un disturbo mentale, ma queste diagnosi erano eseguite proprio con quei criteri definiti da Insel come "privi di validità".

E non è tutto.

Insel ha iniziato il cosiddetto progetto RdoC (Research Domain Criteria) con lo scopo di sviluppare un "sistema di classificazione della ricerca per i disturbi mentali basato su neurobiologia e comportamento osservabile". Nel 2014, lo psicologo clinico Bruce Cuthbert, nuovo direttore del NIMH, avviò il progetto. Un anno prima, i due avevano scritto un articolo su BMC Medicine sostenendo:

"La psichiatria è in ritardo rispetto ad altre aree della medicina verso un approccio di precisione alla diagnosi, e non le raggiungerà finchè non avremo un sistema che rifletta i recenti progressi in genetica, neuroscienze e scienza del comportamento".

Ma Insel sembra non accorgersi di un altro fattore di disturbo della sua ricerca: la maggior parte dei pazienti cui fa eseguire la mappatura del cervello erano in cura con potenti psicofarmaci. I ricercatori non sapranno mai se le eventuali anomalie riscontrate nei loro cervelli siano riconducibili al presunto disturbo mentale (precedentemente diagnosticato proprio con le tecniche messe in dubbio da Insel) o all'azione dello psicofarmaco. Gli americani in cura con almeno uno psicofarmaco sono quasi 80 milioni, e quindi la questione non è affatto banale.

Gli sforzi di Insel e del NIMH nel definire scientificamente i disturbi mentali non hanno dunque raggiunto il risultato sperato, ma il fallimento maggiore è stata la non diffusione di dati provenienti da altre ricerche sul pericolo di alcuni psicofarmaci.

Di recente, uno studio ha trovato che i giovani di età 15-24 anni in cura con antidepressivi commettono crimini violenti col 50 % in più di probabilità rispetto a quelli che non assumono i farmaci. Lo studio, pubblicato su PLoS Medicine, è basato su informazioni raccolte su più di 850.000 persone in cura con antidepressivi.

Un altro studio recente denunciava le tecniche di ricerca fraudolente di un'importante casa farmaceutica: secondo lo studio, l'antidepressivo prodotto da questa Casa provoca un significativo rischio di suicidio. Entrambe le notizie hanno trovato grande eco sui media, ma Insel, direttore del NIMH, non ha ritenuto di prendere le opportune misure.

Oggi un direttore del NIMH parte. La domanda per il direttore in arrivo è: intende continuare a sprecare i soldi dei contribuenti in ricerche così difettose, oppure informare il pubblico di ciò che è già noto?

Il nuovo direttore, speriamo, dovrà essere onesto nell'informare il pubblico circa la nebulosità delle diagnosi psichiatriche e i crescenti pericoli associati con psicofarmaci e altri cosiddetti trattamenti psichiatrici, come ad esempio l'elettroshock.

By Kelly Patricia O'Meara
www.cchrint.org/2015/10/15/nimh-diagnosis/

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