Dove altro sbaglia la psichiatria?

Cervello, diagnosi psichiatria

La favola dello squilibrio chimico, recentemente smontata da uno studio dell’Università di Londra, impone una riflessione: si trattava dell’unica bufala psichiatrica?

Ne parla Jan Eastgate, Presidente di CCHR International, associazione statunitense cugina del CCDU

Il 13 agosto, il CCHR ha reso noti gli ultimi dati sugli avvisi pubblicati da varie agenzie di farmacovigilanza riguardo alcuni farmaci psicotropi: aumento del 34% degli avvisi riguardo possibili effetti collaterali come lo scatenarsi di atti di violenza, e 27% di aumento di segnalazione di autolesionismo e suicidio dal giugno 2017. Questi dati inducono a chiedersi se l’industria psichiatrica-farmaceutica non abbia mentito per trent’anni sul legame tra farmaci psicotropi e lo scatenarsi di violenza e suicidi, allo stesso modo in cui ha ingannato i pazienti facendo loro credere che i disturbi mentali fossero causati da uno squilibrio chimico nel cervello, da correggere con un farmaco.

Ricercatori dell’Università di Londra hanno recentemente sbugiardato l’idea che un’anomalia chimica cerebrale sia la causa delle depressione,[1] ma l’industria ha usato questa idea sin dagli anni 90, negando allo stesso tempo che I farmaci raccomandati per “curare” questo squilibrio possano causare comportamenti violenti e suicidari.

Gli avvisi ufficiali cui facciamo riferimento sono stati pubblicati da varie agenzie governative di controllo, come l’EMA, la FDA e le loro controparti australiane, canadesi, danesi, neozelandesi e britanniche, e non si limitano a citare violenza e suicidi: dal giugno 2017 sono aumentati del 112% gli avvisi di cautela sui possibili effetti di astienza e assuefazione di alcuni farmaci psicotropi, del 32% quelli relativi all’insorgere di problemi emotivi, e del 19% quelli relativi all’aumento del rischi di decesso.

Una storia di insabbiamenti e di azioni intraprese per denunciarli

In coincidenza con la pubblicazione dei dati aggiornati sugli avvisi di pericolosità di alcuni psicofarmaci, il CCHR ha anche evidenziato sul proprio sito web la cronologia di azioni intraprese dal 1989 per informare i pazienti e i loro familiari sulla ciarlataneria della teoria chimica e le relative false informazioni sull’efficacia degli antidepressivi, che sono state divulgate per decenni – sin dal lancio sul mercato del primo antidepressivo SSRI(*): la fluoxetina (Prozac), magnificata come più efficace dei precedenti antidepressivi e con meno effetti collaterali. La campagna fu così persuasiva che la rivista Newsweek riferiva nel 1990 “(i nuovi antidepressivi) hanno ricevuto revisioni così entusiastiche dalla stampa che perfino le persone in buona salute li richiedevano”. [2] Eppure, come riferito da ulteriori studi, gli antidepressivi SSRI causavano agitazione e, in qualche caso, ideazioni suicide, a un volontario su quattro.[3]

Tra le numerose battaglie combattute in trent’anni dal CCHR per svelare la verità, ricordiamo la partecipazione alla Commissione di Consulenza sui Farmaci Psicotropi (PDAC Psychotropic Drugs Advisor Committee) , indetto nel 1991 dall’agenzia statunitense FDA per chiarire il legame tra suicidi e Prozac. Tutti i membri della Commissione avevano forti conflitti d’interesse con l’industria farmaceutica, e riuscirono a negare l’esistenza di questo legame. Nel corso delle udienze, i dirigente dell’Associazione Nazionale per i Depressi e i Maniaci-Depressi (oggi Alleanza per il Sostegno della Depressione e del Bipolarismo – BDSA) dichiarò di avere recentemente appreso come la depressione e il disturbo maniaco-depressivo fossero il risultato di uno “squilibrio chimico nel cervello” [4]  e criticò il CCHR per averlo negato, “fuorviando la gente circa la natura chimica di questi disturbi”. In realtà, psichiatri e queste associazioni finanziate dall’industria farmaceutica stavano presentando una teoria interamente inventata, priva di un pur minimo fondamento scientifico.

Antidepressivi – Contraccolpo violento

Dopo quattordici anni arrivò la prima conferma: nel 2005 Steven Sharfstein, presidente dell’APA (Associazione Psichiatrica Americana), ammise che non c’era alcun test di laboratorio che potesse scoprire o confermare l’esistenza di uno squilibrio chimico nel cervello, ma ce ne vollero altri 17 prima che uno studio dirompente dell’Università di Londra, pubblicato su Molecular Psychiatry, stabilisse una volta per tutte “è giunta l’ora di informare il pubblico che questa teoria non è basata su alcuna evidenza scientifica.” [5]

In realtà i tempi erano già maturi nel 1991 se, durante le udienze della Commissione, la FDA si fosse degnata di dare retta ai numerosi testimoni che CCHR aveva presentato – persone che raccontavano la loro esperienza con questi farmaci. Uno di loro testimoniò: “Lo psichiatra, pur non proponendo alcun test per misurarlo, dichiarò che avevo uno squilibrio chimico. Gli psichiatri abusano di questo concetto per attivare le porte girevoli della psichiatria – in cui continui a entrare e uscire, fino a che non ne esci più.”

La storia di copertina del settimanale Newsweek era molto convincente: “Prozac – una scoperta fondamentale per la depressione – rende felici pazienti e dottori.” Di certo rese molto felice il produttore: le vendite di Prozac raggiunsero i 125 milioni di dollari nel 1988, e 350 milioni nel 1989 – più di quanto non si spendesse per tutti gli antidepressivi assieme fino a due anni prima. [6] 

La fluoxetina era lungi dall’essere una pillola miracolosa e priva di effetti collaterali: entro la metà degli anni ’90 la FDA aveva già ricevuto oltre 14.000 segnalazioni di effetti avversi dal Prozac [7] ma, siccome l’esperienza dimostra che solo il 10% degli effetti avversi vengono riferiti all’FDA, il problema aveva in realtà raggiunto proporzioni enormi, spingendo il CCHR a chiedere all’FDA di ritirare dal mercato questo antidepressivo. L’agenzia rifiutò, tra il plauso dell’Associazione Psichiatrica Americana e dell’Associazione Nazionale per la Salute Mentale (NMHA) – un gruppo finanziato da Big Pharma. [8]

Un anno dopo la pubblicazione dell’entusiastica storia di copertina, Newsweek aggiustò il tiro. In un articolo del marzo 1991 intitolato “Contraccolpo del Prozac” pubblicò vere e proprie storie di orrore raccontate da utenti del Prozac, commentando: “Valanghe di utenti delusi intentano causa al produttore Eli Lilly, chiedendo enormi compensi per i danni causati dal Prozac.” [9] In un altro articolo, pubblicato nel gennaio del 2010, la stessa rivista titolava: “Perché gli antidepressivi non sono migliori del placebo” [10] 

La rivista Psychology Today riferiva della strategia commerciale di Pfizer – produttore di un altro antidepressivo SSRI denominato Zoloft – spiegando come abbia lanciato la sua campagna pubblicitaria sull’idea che la depressione sia causata da uno squilibrio chimico nel cervello. Sebbene la cosa sia falsa, commentava la rivista “il pubblico, inondato di messaggi pubblicitari diretti provenienti dal produttore, si convinse che depressione e altre malattie mentali non riflettano altro che uno squilibrio di certi composti chimici nel cervello.” [11]

Zoloft è stato molto reclamizzato in TV sostenendo che la depressione può essere dovuta a uno squilibrio chimico e che Zoloft “tende a correggere questo squilibrio” [12] (NB: negli USA è possibile promuovere al pubblico farmaci da prescrizione; di solito lo spot termina con la frase “chiedilo al tuo dottore”). L’agenzia federale USA non ha fermato questa pubblicità falsa, allo stesso modo in cui ha trascurato l’importanza del legame tra psicofarmaci e violenza.

Nel 1989 il CCHR testimoniò nel corso dell’indagine del medico legale sulla morte di Joseph Wesbecker, che era in cura con Prozac quando cadde in una frenesia omicida uccidendo 8 persone e ferendone 12 in Louisville, Kentucky. Sia il CCHR sia lo psichiatra che aveva prescritto l’antidepressivo a Wesbecker posero la questione del potenziale legame tra assunzione di Prozac e decisione di uccidere. [13]
Il CCHR contattò le famiglie delle vittime di Wesbecker, e 10 di loro firmarono una lettera richiedendo un’inchiesta parlamentare sul Prozac [14] – lettera che poi sfociò nell’udienza della Commissione PDAC

Le testimonianze delle vittime facevano raggelare il sangue. Uno di loro riferì: “Volevo gettarmi sotto i camion ribaltabili della ditta. Fantasticavo di bere diserbanti, gettarmi sulle linee elettriche dell’alta tensione, attraversare di corsa il poligono di tiro della polizia durante le esercitazioni …”. Le testimonianze parlavano anche dei terribili effetti da astinenza da Prozac – un altro effetto avverso che l’industria psicofarmaceutica allora negava.

La testimonianza resa da esperti concordava con i rischi di violenza. Martin Teicher, ricercatore in un istituto affiliato alla Facoltà di Medicina dell’Università di Harvard, riferiva di sei pazienti che avevano sviluppato pensieri suicidi intensi e ossessivi dopo avere assunto Prozac. Due di loro provarono per la prima volta desiderio di acquistare una pistola, mentre un altro fantasticava di uccidersi in un’esplosione o in un incidente d’auto. Teicher sostenne che lo studio era rilevante perché il tipo di comportamento suicidario ossessivo che lui aveva notato nei suoi pazienti “non assomigliava in alcun modo a ciò che essi avessero mai sperimentato né prima né dopo avere assunto Prozac – sembrava davvero qualcosa che non c’entrasse col loro consueto modello comportamentale”. [15]

Conflitti d’interesse negano la verità ai consumatori

Gli psichiatri dissero alla commissione d’inchiesta che la modifica del bugiardino avrebbe minato la fiducia del pubblico verso gli psicofarmaci, e la commissione votò all’unanimità che gli antidepressivi non causano suicido né comportamento violento. Uno dei membri di questa commissione, il dott Jeffrey Lieberman, aveva legami finanziari con almeno una dozzina di società farmaceutiche: fu presidente dell’Associazione Psichiatrica Americana tra il 2013 e il 2014, mentre nel 2022 è stato rimosso dalla carica di professore universitario in seguito a commenti razzisti e borderline eugenetici riguardo il colore della pelle di Nyakim Gatwech, modella di origini etiopi definita dallo psichiatra “uno scherzo della natura”.[16] 

Lieberman testimoniò davanti la commissione che “non esiste alcuna evidenza credibile riguardo l’associazione tra suicidio e antidepressivi in generale, e in particolare quelli basati su fluoxetina.” Lo stesso Lieberman si fece promotore dello squilibrio chimico [17] e di altre teorie prive di evidenza scientifica come l’origine genetica delle malattie mentali [18] o l’idea che “il cervello sia la sede dello spirito umano”. [19] 

Occorsero altri 13 anni di battaglie prima che il CCHR riuscisse a obbligare la FDA ad apporre l’avviso sul rischio suicidio, originariamente introdotto per giovani fino ai 18 anni di età, e poi esteso a 24 anni.

CCHR Crea il Database sugli effetti collaterali degli psicofarmaci

Il CCHR pubblica sul proprio sito web una base dati, indicizzata per nome commerciale del farmaco, nome del principio attivo e classe di appartenenza, contenente tutti gli effetti collaterali riferiti dall’FGA, gli avvisi postati da varie agenzie governative di farmacovigilanza, e un opuscolo di una sessantina di pagine sul legame tra psicofarmaci e violenza (quest’ultimo disponibile anche in italiano qui)

A oggi, il sito del CCHR rende disponibile ben 630 avvisi di pericolo pubblicati da varie agenzie. Nel frattempo sono stai pubblicati studi che dimostrano l’inefficacia degli antidepressivi (i miglioramenti sono paragonabili a quelli ottenuti col placebo – la ‘pillola di zucchero’). [20] [21]

Il diritto di rifiutarsi

A causa dell’alto rischi di effetti da astinenza, l’assunzione di questi farmaci non dovrebbe essere interrotta in maniera improvvisa. Lo scalaggio, per chi lo desiderasse, deve essere fatto sotto supervisione medica. Il sito del CCDU contiene un elenco di professionisti in grado di aiutare.

Nel giugno del 2021 l’Organizzazione Mondiale della Salute ha pubblicato le sue “Linee guida per le comunità di salute mentale per un approccio rispettoso dei diritti e centrato sulla persona”. Il documento raccomanda che i paesi aderenti debbano assicurare l’uso del consenso informato e rispettare il diritto al rifiuto delle cure, e specifica che “Le persone desiderose d’interrompere l’assunzione di farmaci psicotropi dovrebbero essere aiutate a farlo.”  [22]

Il CCDU chiede che questi diritti vengano immediatamente implementati e invita le vittime di abuso ad intraprendere azione legale.

Articolo originale: https://www.cchrint.org/2022/08/19/with-the-chemical-imbalance-myth-exposed-thats-not-all-psychiatry-got-wrong/ 

(*) SSRI = Selective Serotonine Ri-uptake Inhibitors – Inibitori Selettivi della Ricaptazione (riassorbimento) della Serotonina

Riferimenti:

[1] Joanna Moncrieff, Ruth E. Cooper, Tom Stockmann, Simone Amendola, Michael P. Hengartner and Mark A. Horowitz, “The serotonin theory of depression: a systematic umbrella review of the evidence,” Molecular Psychiatry, 20 July 2022, https://www.nature.com/articles/s41380-022-01661-0
[2] “Prozac: A Breakthrough Drug for Depression,” Newsweek, 26 Mar. 1990
[3] https://www.cchrint.org/2022/07/22/cchr-lauds-study-disproving-chemical-imbalance-causes-depression/ citing: “Will $6.4 Million Verdict Open a New Mass Tort?” Lawyers Weekly, 9 July 2001, https://www.fitzgeraldlaw.com/paxil-maker-held-liable-in-murder-suicide
[4] https://www.cchrint.org/issues/psycho-pharmaceutical-front-groups/dbsa/
[5] Andrew Gregory, “Little evidence that chemical imbalance causes depression, UCL scientists find,” The Guardian, 20 July 2022, https://www.theguardian.com/society/2022/jul/20/scientists-question-widespread-use-of-antidepressants-after-survey-on-serotonin
[6] Op. cit., Newsweek, 26 Mar. 1990
[7] Paula Span, “The Man Behind the Bitter Pill Debate,” Washington Post, 14 Aug 1991, https://www.washingtonpost.com/archive/lifestyle/1991/08/14/the-man-behind-the-bitter-pill-debate/9128f533-7775-4ff4-9436-1a05cd1d8b97/
[8] Ibid.
[9] “A Prozac Backlash,” Newsweek, 31 March 1991, https://www.newsweek.com/prozac-backlash-201268
[10] “Why Antidepressants Are No Better Than Placebos,” Newsweek, 28 Jan 2010, https://www.newsweek.com/why-antidepressants-are-no-better-placebos-71111
[11] Mark L. Ruffalo, M.S.W., D.Psa “The Story of Prozac: A Landmark Drug in Psychiatry: Prozac changed the way we think about depression and the human mind,”  Psychology Today, 1 Mar. 2020, https://www.psychologytoday.com/us/blog/freud-fluoxetine/202003/the-story-prozac-landmark-drug-in-psychiatry
[12] Jeffrey R Lacasse and Jonathan Leo, “Serotonin and Depression: A Disconnect between the Advertisements and the Scientific Literature,” PLoS Medicine, Dec. 2005, https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC1277931/
[13] https://www.cchrint.org/2019/09/19/antidepressant-makers-20-million-secret-court-deal/
[14] Op. cit., Washington Post, 14 Aug 1991
[15] “Is It Really The ‘Wonder Drug’ For Depression?” Washington Post, 28 Aug 1990, https://www.washingtonpost.com/archive/lifestyle/wellness/1990/08/28/is-it-really-the-wonder-drug-for-depression/a204d750-bef1-4276-9500-c3478facdb66/
[16] https://www.cchrint.org/2022/03/17/jeffrey-liebermans-topple-from-grace-over-racist-tweet-during-black-history-month-spurs-closer-scrutiny/
[17] Phillip hickey, Ph.D., “Psychiatry DID Promote the Chemical Imbalance Theory,” MAD, 6 June 2014, https://www.madinamerica.com/2014/06/psychiatry-promote-chemical-imbalance-theory/
[18] https://www.madinamerica.com/2016/03/comments-on-jeffrey-lieberman-and-ogi-ogas-wall-street-journal-article-on-the-genetics-of-psychiatric-disorders/
[19] https://singjupost.com/imagine-there-was-no-stigma-to-mental-illness-dr-jeffrey-lieberman-transcript/
[20] Op. cit., Washington Post, 14 Aug 1991
[21] Marc B Stone, et al., “Response to acute monotherapy for major depressive disorder in randomized, placebo controlled trials submitted to the US Food and Drug Administration: individual participant data analysis,” BMJ, 2 Aug. 2022, https://www.bmj.com/content/378/bmj-2021-067606
[22] https://www.cchrint.org/2021/06/11/world-health-organization-new-guidelines-are-vital-to-end-coercive-psychiatric-practices-abuse/, citing: “Guidance on Community Mental Health Services: Promoting Person-Centered and Rights-Based Approaches,” World Health Organization, 10 June 2021, pp. 6, 201, https://www.who.int/publications/i/item/9789240025707 (per scaricare il rapporto)

Condividi con