Il killer dell'arsenale di Washington prendeva l'antidepressivo Trazodone

Pubblicato Gio. 19/09/2013 - 14:18
Palottole che escono da una scatola di psicofarmaci a simboleggiare gli istinti suicidi-omicidi che in possono causare

Il killer dell'arsenale di Washington prendeva l'antidepressivo Trazodone (commercializzato in Italia col nome di ' Trittico' ha effetti antidepressivi, ansiolitici, e ipnotici). Quante altre sparatorie indotte da farmaci occorrono prima che i legislatori si sveglino?

Ci sono volute meno di 48 ore per apprendere che Aaron Alexis , l'autore della strage all'arsenale della Marina di Washington, è l'ennesimo sparatore sotto antidepressivi .

Il New York Times ha riferito come il 23 agosto, mentre si trovava a Providence (Rhode Island), e ancora, cinque giorni dopo, a Washington DC, Alexis abbia ricevuto prescrizioni di Trazodone. Si tratta di un antidepressivo noto per poter causare mania e comportamento violento, e sulla cui confezione è riportato un poco confortante ' black box ' dell'FDA: può causare suicidio. (Il black box è un avviso molto visibile, incorniciato in nero, e l'FDA - Food and Drug Administration - è l'autorità farmaceutica statunitense).

Ora ci sono dodici morti innocenti (oltre allo sparatore) nell'arsenale di Washington. Ebbene sì, queste morti insensate sono tristi, tragiche e incomprensibili. Ma è ora di puntare il dito ai veri responsabili. Siccome i legislatori rifiutano di considerare l'enorme mole d'informazioni che rivelano il legame tra violenza e psicofarmaci, queste stragi sono destinate a ripetersi.

Nonostante a livello internazionale ben ventidue avvisi da parte di autorità farmaceutiche riferiscano effetti come mania, ostilità, violenza e persino ideazioni omicide, e nonostante in dozzine di stragi sia stato dimostrato come l'autore fosse sotto cura psichiatrica (solo nel corso dell'ultimo anno tre sparatorie negli USA per un totale di 52 morti e 69 feriti), ad oggi non c'è ancora stata un'inchiesta giudiziaria.

Sul serio: quante stragi dobbiamo ancora aspettare prima che i legislatori si diano una mossa per proteggere i cittadini?

In due casi recenti la polizia è stata riluttante nel rivelare quali farmaci l'omicida stesse assumendo e, se mentre in uno dei due casi (la sparatoria nel Connecticut a opera di Adam Lanza) una causa legale ha obbligato le autorità a svelare i fatti, l'altro caso è ancora avvolto nel mistero: l'autore della strage in Aurora (Colorado) era sotto cura psichiatrica e nella sua casa sono state trovate confezioni di medicinali, ma il nome del farmaco resta un segreto.

Decine di persone sono morte: non è il caso di farne un segreto di stato!

Il legame tra psicofarmaci e violenza è noto da anni, e persino l'FDA dimostra di saperlo: attaccano black box inquietanti sulle confezioni di molti psicofarmaci noti per CAUSARE violenza. Questi farmaci non fanno bene: Med Watch – il sistema usato da FDA per monitorare gli effetti collaterali dei farmaci – comunica come tra il 2004 e il 2011 hanno ricevuto quasi 13 mila rapporti concernenti il legame tra psicofarmaci e violenza. Tra questi, milleduecento casi di pensieri omicidi/suicidi, quasi tremila casi di mania e oltre settemila di aggressione. E questi numeri – la stessa FDA lo ammette - probabilmente rappresentano solo l'uno percento dei casi: la maggioranza dei pazienti omette di comunicare gli effetti collaterali dei farmaci che assume.

Non si tratta d'illazioni: sono casi ben documentati. Almeno 31 sparatorie o atti di violenza scolastici sono stati commessi da persone che erano in cura con psicofarmaci o soffrivano di crisi di astinenza da psicofarmaci. Risultato: 162 feriti e 72 morti.

Quanti altri devono morire solo perché i legislatori non hanno il coraggio d'investigare il legame tra violenza e psicofarmaci?

Dy Kelly Patricia O'Meara
18 settembre 2013

Ripreso da : http://www.cchrint.org/2013/09/18/navy-yard-shooter-was-on-antidepressant-trazodone/

Nota: Allo scopo di fornire uno strumento di valutazione su queste importanti tematiche che coinvolgono la salute dei cittadini anche minorenni, il Citizen Commission of Human Rights International, ha realizzato diversi documentari in formato DVD, che illustrano gli intrecci e gli interessi economici collegati alla diffusione di sostanze psicotrope nel mondo ai danni dei cittadini bisognosi di aiuto. E' possibile visionare stralci dei documentari sul sito: http://www.ccdu.it/videos.html

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