Psichiatria eugenetica e Shoah

Pubblicato Sab. 24/01/2015 - 16:28
Psichiatria eugenetica e Shoah

Eugenetica e miglioramento della razza. In che modo i più eminenti psichiatri tedeschi condussero la Shoah, e come riuscirono a convincere la gente che si trattava di una cosa normale.

Gitta Sereny era una giornalista e storica britannica di origini ungheresi. Nel 1971 ebbe modo d’intervistare Franz Stangl, ex ufficiale delle SS e comandante dei campi di sterminio di Sobibor e Treblinka, nella prigione di Düsseldorf in cui stava scontando l’ergastolo, appena pochi mesi prima che lui morisse d’infarto. L’intervista risultò poi nel libro “In quelle Tenebre”. In un tratto si legge:

“Sarebbe corretto dire che dopo un po’ si abituò alle liquidazioni?”.  “Sì - risponde Stangl - dopo un po’ ci si fa l’abitudine”.  “Dopo giorni? settimane? mesi?” chiede la giornalista. “Ci vollero dei mesi prima di riuscire a guardarli negli occhi … era come se non fossero essere umani. Li chiamavamo ‘merce’. Li vedevamo passare attraverso il ‘tubo’ (il corridoio che portava alle camere a gas, ribattezzato dai nazi ‘La Strada per il Paradiso’) - come posso dire: erano nudi, schiacciati gli uni contro gli altri, procedevano a colpi di frusta.”

La giornalista insiste - sembra non capacitarsi di come queste azioni fossero scivolate nella normalità: “Non avrebbe potuto cambiare qualcosa, per esempio questo trattarli come animali da macello?”. “No - spiega Stangl - quello era il sistema. Era stato inventato da Wirth, e sembrava funzionare. Siccome funzionava, non si poteva cambiare”.  Chi era mai questo Wirth, e come riuscì a indurre così tante persone a credere che fosse normale trattare degli altri esseri umani in maniera così feroce?

Eugenetica
Didascalia nell’immagine: Il costo di un malato ereditario fino a quando non raggiunge l'età di 60 anni: 50.000 Marchi.

Christian Wirth, ufficiale delle SS, nel 1939 fu inviato nella clinica psichiatrica di Grafeneck per prendere parte al famigerato programma “Aktion T4” di cui, nel 1940 divenne capo. Questo programma (il nome T4 sta per Tiergartenstrasse 4 - l’indirizzo dell’ente per la salute) doveva implementare l’eutanasia forzata su larga scala, eufemisticamente ridefinita “morte per compassione”. Serviva a lenire la sofferenza di coloro la cui vita “non era degna di essere vissuta”. Non tutti sanno che, prima dell’Olocausto, in Germania centinaia di migliaia di persone la cui vita era definita “non degna di essere vissuta” furono uccise. Poteva capitare a chiunque, non solo agli ebrei. Molti ‘ariani’ furono sterminati in quel modo. Era l’inizio: il seme era stato piantato e avrebbe dato i suoi germogli.

L’eugenetica - dal greco “buona nascita” - prese piede sulla scia delle teorie darwiniane verso la fine del XIX secolo. L’idea di “sopravvivenza del più forte” fu dapprima usata per impedire che i deboli procreassero e, più tardi, per giustificarne la soppressione. Hitler la usò come strumento per “migliorare” la razza umana. Solo gli ariani potevano riprodursi, e dunque occorreva sterminare le cosiddette razze inferiori: ebrei e zingari, ma anche ‘ariani’ omosessuali e malati mentali.

Il concetto di razza inferiore prese piede in questo substrato culturale imbevuto di pseudoscienza eugenetica, fornendo la base di consenso allo sterminio. Ecco perché Stangl poteva “guardare negli occhi” le sue vittime senza provare rimorso.

In un discorso tenuto al congresso dell’associazione (Berlino, 26 novembre 2010) nell’ambito del dibattito “Psichiatria nel Nazionalsocialismo – Commemorazione e responsabilità”, il suo Presidente, Prof. Dr Frank Schneider ha ammesso le gravi responsabilità della psichiatria tedesca per la giustificazione e l’attuazione dell’Olocausto. Riferendosi alla legge ispirata dallo psichiatra Ernst Rudin (presidente dell’associazione psichiatrica tedesca dal 1935 al 1945), approvata nel 1933, poco dopo l’ascesa al potere di Hitler, sulla prevenzione delle malattie mentali ereditarie, Schneider ammise:

A causa di questa legge più di 350.000 persone furono selezionate dai medici e forzatamente sterilizzate. Più di 6.000 persone morirono durante questi interventi. Nella sua veste di presidente dell’allora associazione psichiatrica, Ernst Rudin nei suoi discorsi d’inaugurazione del nostro congresso ha più volte parlato in favore di queste sterilizzazioni. Ma non ci furono solo sterilizzazioni forzate: ci furono anche assassinii… fu uno psichiatra, Alfred Erich Hoche, nel suo libro del 1920 sull’approvazione dello sterminio della “vita indegna di vivere”, insieme al giurista Karl Binding, a coniare il termine “esistenza zavorra” e fu ancora lui che preparò un catalogo delle presunte malattie mentali incurabili, che chiamò “condizioni di morte mentale”. Nel 1930 questo diventò nel mensile nazionalsocialista la richiesta: “Morte alla vita indegna di vivere!”. Nel settembre del 1939 Hitler ordinava la cosiddetta eutanasia, e incaricò di questo progetto Werner Heyde - ordinario di psichiatria e neurologia a Wurzburg. Almeno 250 - 300 mila persone mentalmente e fisicamente malate furono vittime di quest’azione e delle seguenti fasi di uccisione dei malati, che si protrassero per qualche settimana oltre la fine della guerra.

Con pulmini grigi, il simbolo dello sterminio, i pazienti venivano prelevati dalle case di cura e portati alle 6 istituzioni psichiatriche, in cui erano state costruite le camere a gas. Le istituzioni mentali divennero istituzioni di sterminio. La cura divenne lo sterminio e gli psichiatri supervedevano il trasporto e l’uccisione dei pazienti che riponevano in loro la propria fiducia.

Oggi in Europa gli psichiatri non praticano apertamente l’eugenetica, e si presentano con un volto umano. A ben vedere però, l’ideologia di base è ancora viva, ed è intrinseca nel concetto stesso di malattia mentale, in nome della quale è lecito legare, recludere, imbavagliare, elettroshockare e sedare una persona contro la sua volontà: per ‘aggiustarla’.

Il discorso completo del Prof Frank Schneider (in tedesco) si trova sul sito ufficiale DGPPN (Associazione Tedesca di Psichiatria, Psicoterapia e Malattie Psicosomatiche e Nervose) all’indirizzo: http://www.dgppn.de/history/psychiatry-under-national-socialism/speech-professor-schneider.html

Per un riassunto in italiano vedere: Presa di coscienza sugli orrori della psichiatria durante l'olocausto

Condividi con