Trento: lo psicologo “di ghiaccio” si ritira ancora

Submitted on Lun. 30/05/2016 - 19:38
Trento: lo psicologo “di ghiaccio” si ritira ancora

Dopo la richiesta di spiegazioni di un papà il consulente si ritira

Trento. Oggi abbiamo appreso da una famiglia che lo psicologo, salito all’onore delle cronache nel caso di Stella per essersi ritirato dal caso dopo che la mamma gli aveva chiesto spiegazioni su delle denunce e possibilità di conflitto di interesse, si è ritirato un'altra volta dopo la richiesta di chiarimenti di un'altra famiglia. Il padre infatti, dopo aver letto un articolo che menzionava uno psicologo con le iniziali L. D. aveva espresso le sue perplessità e voleva essere certo che si trattasse di un'altra persona. Lo psicologo si è rifiutato di fugare i dubbi del padre o di dare dei chiarimenti e alcuni giorni dopo si è ritirato nuovamente.

A quanto pare il Tribunale non sta facendo chiarezza e riteniamo che sentiremo parlare ancora di questa persona, che si è meritato il nome di “psicologo di ghiaccio” poiché, in una consulenza tecnica d’ufficio (CTU), aveva scritto che una violenza sessuale, in cui l’ex partner aveva costretto una mamma a fare sesso con lui la seconda notte dopo il parto del loro figlio, era una “mancanza di delicatezza”.

Questa è la lettera del papà:

“Spettabile CCDU, sono Diego papà di Milena e Ivana (nomi di Fantasia). Poiché il dottor L. D. era stato incaricato dal Tribunale di fare una perizia sulla nostra famiglia e dopo aver visto su Internet che uno psicologo con le iniziali L.D. era stato denunciato per due perizie che aveva fatto in ambito su due famiglie e minori, l’ho chiamato per sapere se era lui questa persona.  Lui non mi ha risposto e alcuni giorni dopo ho saputo che ha lasciato caso.

Vi scrivo questa lettera per informarvi di questo comportamento.

Papà di Milena e Ivana”

Chiediamo nuovamente alle autorità, e in particolare al Tribunale, di prestare maggiore attenzione ai professionisti nominati, e restiamo a disposizione per qualsiasi domanda o richiesta in merito.

Aldilà del caso specifico ci auguriamo che il Tribunale capisca che le perizie non vanno prese come oro colato ma come semplici valutazioni, e che la giustizia minorile dovrebbe essere separata da discipline come la psichiatria e la psicologia, per  evitare gli inevitabili esiti drammatici dovuti alla sostanziale discrezionalità di queste discipline.

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