Scuola: genitori preoccupati, disarmati, bambini in difficoltà e a rischio di certificazione… Istruzioni per l’uso!

Studente

C’è una tendenza preoccupante nelle nostre scuole, a certificare sempre più bambini con disturbi di dubbia scientificità, somministrare psicofarmaci a un gran numero di loro per sedare la loro vivacità: le ripetizioni aumentano a dismisura, e gli scolari annaspano in un’istruzione difficile e faticosa che non guarda al ritmo di apprendimento diverso per ogni bambino, non rispetta la gradualità, ma mette soltanto l’attenzione su tempo di esecuzione e velocità di consegna.

E se un alunno non ce la fa in quel tempo, arriva la certificazione!

I genitori sono sempre più preoccupati: si sentono disarmati e in colpa per non saper gestire la situazione, pensano di aver fatto la scelta scolastica sbagliata, di aver forse trascurato i propri figli, di avere un figlio malato o disturbato, di aver fallito come genitori. Le mamme chiedono aiuto quando subiscono pressioni da parte degli insegnanti, affinché i propri figli vengano indirizzati in un Centro di Neuropsichiatria Infantile per essere sottoposti a test e subire in seguito una certificazione che li accompagnerà nel loro futuro.

Gli psicologi entrano nelle scuole durante l’orario curriculare per attuare progetti sull’affettività, sulle relazioni interpersonali o per osservare direttamente gli alunni durante lo svolgimento delle attività scolastiche. Attraverso tale osservazione, fanno poi una relazione o, se autorizzati, stilano una diagnosi. Spesso i genitori ignorano la presenza di questi “specialisti” all’interno della classe o non la condividono. Invece dovrebbero essere messi nella condizione di poter fare una scelta nel completo consenso informato. Ricordiamo che non si tratta di valutare l’aspetto didattico, cosa che fa giornalmente un insegnante, ma il profilo psicologico.

Cosa sapere

  1. Il Codice sulla privacy (D. Lgs 196/03) prevede la necessità che l'interessato, prima della raccolta dati, esprima il proprio consenso al trattamento dei dati. Inoltre all'interessato sono riconosciuti i diritti di cui all'articolo 7, tra cui anche il diritto di ottenere "la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione di legge, compresi quelli di cui non è necessaria la conservazione in relazione agli scopi per i quali i dati sono stati raccolti o successivamente trattati".
  2. In base alla legge sulla trasparenza degli atti amministrativi (ai sensi della L.241/90) si può richiedere la copia del test e dei questionari somministrati al proprio figlio. "Avverso la decisione di non accoglimento, differimento, o diniego, ovvero decorsi inutilmente 30 giorni dalla data di acquisizione dell'istanza completa di ogni suo elemento, il richiedente può presentare, nell'ulteriore termine di 30 giorni, ricorso al TAR o richiesta di riesame alla Commissione per l'accesso di cui all'art.27 della L.241/90”.
  3. Nel POF (Piano dell'Offerta Formativa della scuola - cioè l'insieme dei servizi che la scuola offre all'utenza) sono inseriti tutti i Progetti che verranno attuati nelle classi nel corso dell’anno scolastico; se qualcuno ne vuole conoscere i dettagli, può chiederne una copia all’insegnante o alla Dirigenza, o richiedere un incontro con l'insegnante.
  4. I genitori, in quanto tutori dei propri figli, devono essere informati di tutto ciò che ruota intorno alla scuola, e chi entra nelle classi del proprio figlio. In coordinazione con gli insegnanti, e dopo avere valutato le capacità di apprendimento dei propri figli, la scelta finale riguardo educazione e istruzione dei ragazzi spetta ai genitori.

Cosa fare

  1. Scaricare la lettera di esenzione ai test all’interno del Vademecum scuola, lettera che riguarda l’esenzione a screening, test psicologici, consulenza psicologica o di salute mentale. Per le modalità di presentazione della lettera alla Segreteria della scuola, si rinvia al Vademecum succitato.
  2. Qualora un bambino abbia delle difficoltà a scuola in una o più discipline, i genitori possono chiedere un incontro con il corpo docente per cercare di capire dove sono iniziate le difficoltà, cosa non è stato compreso e ottenere, con la collaborazione degli insegnanti: schede mirate, continui esercizi, utilizzo eventuale di ore di recupero all’interno della giornata scolastica e colmare così le lacune e le difficoltà.
  3. Tenere incontri periodici con le insegnanti di classe per monitorare la situazione.
  4. Trovare un insegnante di recupero al di fuori dell’orario scolastico che possa aiutare il bambino nel superare tali difficoltà.
  5. A volte potrebbe essere utile un check-up medico completo da parte di un medico professionista di fiducia, non psichiatra, per scoprire eventuali carenze alimentari, intolleranze, ecc. che possono influire negativamente sul rendimento scolastico.
  6. Nei casi estremi i genitori possono far cambiare scuola ai propri figli: è già successo che bambini a rischio di certificazione in una scuola, abbiano risolto le loro difficoltà cambiandola.

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