Difendiamo i diritti dei bambini
Apprendiamo oggi che l'EMEA (agenzia del farmaco europea) ha espresso parere favorevole alla somministrazione del prozac ai bambini dagli 8 anni in su. (http://www.rainews24.it/Notizia.asp?NewsID=62097)
Apprendiamo oggi che l'EMEA (agenzia del farmaco europea) ha espresso parere favorevole alla somministrazione del prozac ai bambini dagli 8 anni in su. (http://www.rainews24.it/Notizia.asp?NewsID=62097)
Com'è possibile non essere timorosi o diffidenti nei confronti di un'attività le cui statistiche non fanno che dimostrarne incapacità e inadeguatezza e le cui fondamenta scientifiche sono altamente opinabili e controverse?
Il presidente della Società Italiana di Psicopatologia durante il Congresso Nazionale di Psicopatologia nel febbraio 2006, ha dichiarato che:
Nel maggio '06 USA Today ha rivelato che la Food and Drug Administration americana (o FDA) è in possesso della documentazione relativa a 45 decessi infantili provocati dai nuovi farmaci antipsicotici. Gli esperti, sostengono che il numero delle vittime potrebbe aggirarsi attorno a 450, poiché gli effetti collaterali nocivi riferiti alla FDA sono solo l'1-10% del totale. Preoccupante è il fatto che le prescrizioni per farmaci antipsicotici a soggetti di età compresa tra i 2 e i 18 anni è passata da meno di 500.000 nel 1995 a circa 2,5 milioni nel 2002: ciò rappresenta un aumento del 400%.
Sul numero di questo mese della rivista Psychotherapy and Psychosomatics si rivela lo stretto rapporto finanziario esistente tra l'industria farmaceutica e la "bibbia" dell'American Psychiatric Association's (o APA) ovvero il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali o Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (DSM).
Nelle scuole sta entrando sempre di più la psichiatria. In diverse scuole si effettuano screening e test psicologici, convincendo presidi ed insegnanti con motivazioni di "tutela del benessere" del bambino per "presunti" disturbi dell'apprendimento, che devono essere rilevati precocemente e tempestivamente, per poi predisporre adeguate strategie di prevenzione, tutto questo al punto che la scuola sembra diventare una clinica ospedaliera.
Il disturbo del linguaggio espressivo, il disturbo dell'aritmetica, il disturbo dell'espressione scritta, il disturbo del comportamento, sono elencati nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-IV, testo di riferimento per la psichiatria di tutto il mondo [e ICD-10 International Classification of Disorder]).
Nel 1952 il DSM non prevedeva alcuna categoria che riguardasse i bambini, di qualsiasi età, tranne che per tre "reazioni di adattamento".
Dopo i ripetuti allarmi lanciati dall'FDA riguardo al pericolo di suicidio (http://www.fda.gov/cder/drug/advisory/SSRI200507.htm) connesso agli antidepressivi e dopo che negli USA sono state applicate etichette nere di avvertimento chiamate black box in Italia questi 'farmaci' continuano a essere venduti senza questa etichetta nera.
Va avanti il dibattito scientifico sulla validità dei "disturbi del comportamento e dell'apprendimento".
Continua in particolare per l'ADHD (Disordine dell'Iperattività e Decifit dell'Attenzione), di cui non è mai stato dimostrato un effettivo squilibrio biochimico. Eppure sei milioni di bambini in America fanno uso di uno stimolante per curarlo.
Il Comitato Consultivo dell'FDA Statunitense per la Sicurezza e la Gestione del Rischio da Farmaci si riunirà il 9 febbraio, per valutare l'eventuale rischio cardiovascolare causato dai farmaci usati nel trattamento dell'ADHD.
In un sondaggio condotto nel 2002 fra i medici di tre paesi europei e degli Stati Uniti, il 72% ha risposto che le principali qualità di un buon medico sono l'altruismo, l'interesse, la capacità di ascoltare attentamente e di comunicare. In questo modo, sostengono, è possibile aiutare i pazienti a guarire e a vivere meglio.
Per quando riguarda il distinguere un "disturbo mentale" da una malattia fisica, il 65% ha risposto che bisogna innanzi tutto prescrivere esami medici e test clinici per escludere i problemi fisici.
Una ragazza sudamericana di 23 anni, che vive in Italia ormai da alcuni anni, ha scritto al Presidente del nostro Comitato, Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani che si occupa da anni delle violazioni dei diritti umani nel campo della salute mentale, riportando la sua esperienza con il Ritalin.
Quando aveva 16 anni e viveva ancora in Sudamerica, fu diagnostica sofferente di adhd, le fu prescritto il Ritalin da assumere 4 volte al giorno. All'inizio era molto contenta perché si sentiva più veloce, più sveglia ed attenta, e migliorò nel rendimento scolastico.